Reggefiber va avanti e chiede un prestito alla Bei

NUOVE RETI

Obiettivo: cablare 33 città in Olanda. Ma il prestito, da 130 milioni di euro, servirà anche ad "arginare" le pressioni degli azionisti sui conti dell'azienda. Intanto Oono annuncia tre nuovi progetti nei Paesi Bassi

di Patrizia Licata
Due operatori e due modelli di business per la fibra olandese, la "storica" Reggefiber e la “piccola” Oono.
La prima ha segnato un ritorno – “gradito” lo hanno definto gli analisti – al project financing. L’operatore, con cui Kpn si è unita in joint venture, ha chiesto un prestito di 130 milioni di euro alla Banca europea per gli investimenti (Bei). Il finanziamento servirebbe a coprire i costi per portare la Ftth (fiber-to-the-home) in 33 città grandi e piccole dei Paesi Bassi.

Secondo gli analisti il prestito non indica un anticoncorrenziale sostegno pubblico alle iniziative di Reggefiber, ma rappresenta un "normale" prestito bancario alle condizioni di mercato. Reggefiber non è il primo operatore che guarda alla Bei: lo hanno fatto di recente Iliad in Francia, Sonaecom e Zon in Portogallo e Stadtwerke Munich in Germania.

Le implicazioni della decisione di rivolgersi alla Banca europea sono molteplici. Farà felici innanzitutto gli azionisti della Kpn: se i fondi arrivano dall’esterno ci sarà meno pressione sui conti dell’azienda. Inoltre, anche le banche commerciali presteranno denaro a Reggefiber, visto che questa è di solito una delle condizioni della Bei e un ritorno al finanziamento da parte delle banche è una buona notizia per il settore delle telecomunicazioni. Infine il prestito, tenendo conto del bilancio di Reggefiber, non è molto elevato: la società ha un capitale netto di 500 milioni di euro.

E se Reggefiber si affida a budget milionari, la piccola Oono (balzata agli onori delle cronache per aver connesso il grattacielo Red Apple di Rotterdam) ha messo in cantiere tre nuovi progetti che includono: reti in fibra ottica per aziende (nel comune di Waalwijk), istituti (a Tilburg) e case private (a Vught). Il modello seguito è lo stesso in tutti i progetti: Oono è l’operatore, le reti sono di proprietà dei clienti e il network è aperto a tutti i service provider. L’attrezzatura di rete è fornita da Alcatel-Lucent e si basa sulla tecnologia Gpon.

Il successo della Oono è notevole sotto molti punti di vista. Tanto per cominciare, è una piccola società, pur godendo del sostegno finanziario e strategico di un paio di aziende del settore ingegneria e costruzioni. Ciò significa che non sempre sono necessari tanti soldi (come nel caso, per esempio, di altre due olandesi, Kpn e Reggefiber) per questo tipo di business.

Oono dimostra anche come concentrarsi sul ruolo di operatore possa aprire il mercato, moltiplicando le iniziative e gli investimenti sia sul segmento consumer (Ftth) che business (Ftto). Mancano il know-how, il backhaul e i fornitori di servizi, ma la Oono funziona da catalizzatore nel mettere insieme gli elementi necessari. La Oono lavora anche per creare domanda, di modo che prima che si cominci la realizzazione della rete in fibra ottica sia già presente sufficiente richiesta per i servizi. Ma c’è un altri segreto in questo “successo”. La società sta facendo uso intelligente del suo piccolo monopolio nelle reti Fttx, i sistemi a fibre ottiche dedicati all'ultimo miglio, e per il momento il suo flusso di cassa è sufficiente a finanziare un’ulteriore crescita. Gli incumbent sono più restii a portare la banda larga con l’Fttx, perché “appesantiti” dalle loro reti legacy (che la Oono non ha).

Nel lungo termine è possibile che le preziose reti di Oono attraggano i grandi player, come Kpn, Zggo o Tele2, che vorranno offrire i loro servizi su questi network o addirittura direttamente acquisire la piccola società. Reggefiber potrebbe essere un compratore, anche se la tecnologia Gpon non “dialoga” con quella usata dalla società in cui partecipa Kpn. Per questo potrebbero essere interessate anche Ziggo o Upc, le cui reti possono invece più facilmente evolvere verso il Gpon.

22 Gennaio 2010