Bernabè: "Vincere la sfida del cultural divide"

OUTLOOK 2010/1

Cosa segna il barometro dell’Ict italiano in questo inizio del 2010? Siamo andati a sentire i pareri dei maggiori top manager delle aziende del settore. Il primo a parlare è Franco Bernabè, Ad di Telecom Italia che avverte: "E' necessario alfabetizzare il Paese e lanciare servizi innovativi"

"Il 2009 è stato un anno particolarmente difficile per l’intera economia mondiale, il più duro degli ultimi 50 anni di storia. Il nostro Paese non ha dovuto confrontarsi con gli effetti più pesanti della crisi, così come invece è successo ad altre economie sia nel vecchio sia nel nuovo continente, ma anche in Italia l’anno che si è appena concluso verrà ricordato per la sua asprezza.
La ripresa è un percorso lungo e non privo di ricadute, e anche se non mancano i primi positivi segnali di recupero, probabilmente il 2010 sarà un anno difficile.

Sarà però estremamente importante in termini prospettici, se sapremo gettare le basi per una profonda rivoluzione culturale, che ci aiuti a riprendere quota nel medio termine, stimolando nel contempo la nascita di un sistema economico e sociale profondamente rinnovato. L’Italia è ancora oggi una tra le nazioni con il più basso tasso di alfabetizzazione informatica d’Europa. Questo comporta un effettivo svantaggio competitivo, ancor più preoccupante in questa congiuntura.  Il settore dell’Ict può svolgere un ruolo di primaria importanza per la ripresa, ed è fondamentale che il nostro Paese non perda questa occasione. Le aziende italiane che vorranno essere vincenti dovranno ripensare radicalmente i propri sistemi di comunicazione, mentre i consumatori sempre più dovranno e vorranno confrontarsi con strumenti e servizi di nuova generazione.

Il nostro Paese possiede oggi un’eccellente infrastruttura di telecomunicazioni quanto ad affidabilità ed ampiezza di banda. La sfida che ci attende è quindi la reale diffusione dei servizi resi possibili dal broadband, come l’e-government – che nonostante il positivo impulso impresso dal Governo stenta ancora a decollare – e più in generale le soluzioni tecnologiche in grado di migliorare sensibilmente la vita quotidiana di ciascuno di noi. Credo che solo attraverso una proficua collaborazione tra pubblico e privato sarà possibile concludere positivamente una transizione di questa portata. Per questo il 2010 sarà l’anno in cui tutti saremo chiamati a contribuire attivamente al superamento di quello che definirei il “cultural divide” italiano".

25 Gennaio 2010