Telecom Argentina, Buenos Aires accelera i tempi della nazionalizzazione

TELECOM ARGENTINA

Il governo di Cristina Kirchner potrebbe annunciare già nei prossimi giorni la statalizzazione dell'operatore, accusato di danneggiare la concorrenza a causa dei suoi intecci proprietari con Telefonica

di Patrizia Licata
Nella complicata guerra di Telecom Argentina sembra arrivato il momento del “colpo di scena”: Buenos Aires sarebbe pronta a procedere con la statalizzazione dell’azienda, secondo Milano Finanza, e già circolano sondaggi secondo cui il 92% della popolazione sarebbe favorevole alla decisione dell’esecutivo. “Statalizzare è un verbo un po’ più dolce rispetto al più concreto ed esemplificativo espropriare”, scrive MF. “Cambiano le parole ma non il concetto: oggi Telecom Italia possiede il 50% di Sofora (holding che controlla Telecom Argentina) e ha un’opzione per salire al 100% rilevando l’altra metà dalla famiglia argentina Werthein. Improvvisamente, e con un timing più che sospetto, il presidente del governo di Buenos Aires, Cristina Fernandez Kirchner, e l’Antitrust argentina si sono accorti (con ben due anni di ritardo) che Telefonica è tra gli azionisti di Telco, principale azionista di Telecom”.

Per MF, non si tratta dell’ennesima battaglia legale che coinvolge un grande gruppo industriale all’estero, ma di uno “scandalo” che rischia di creare un pericoloso precedente. Se alcuni pensano che il governo minaccia l’esproprio e la nazionalizzazione di Telecom Argentina solo per alzarne il prezzo, per altri l’annuncio è reale e imminente, tanto che la “presidenta” avrebbe programmato anche un apposito intervento in tv.

La vicenda è complicata più di quanto si possa pensare. “Probabilmente gli esperti di politica internazionale troverebbero interessanti punti di contatto tra la vicenda Telecom e quella del licenziamento (tramite decreto) del governatore della Banca centrale si Buenos Aires, Perez Redrado, che per tutta risposta ha presentato una denuncia penale nei confronti della Casa Rosada”, nota MF. “Nel frattempo il governo è preso di mira da diversi giornali del Paese, che però non sono alieni a loro volta da un pesante conflitto di interessi”, continua il quotidiano economico: il marito del presidente, Nestor Kirchner, ha accusato il gruppo editoriale Clarin di prendere posizione contro l’esecutivo solo perché è stata rifiutata la proposta di acquisto per la quota Sofora in mano a Telecom Italia.

Infine, un altro ruolo poco “agevole”, secondo MF: quello di Credit Suisse, l’advisor scelto da Telecom per la cessione della quota di controllo della holding argentina. “I pretendenti si sono fatti avanti, finora, con proposte che sono accettabili solo alla luce del coltello alla gola che punta il governo, non certo in una logica di mercato”. Il titolo Telecom Italia ne risulta penalizzato.

27 Gennaio 2010