Romani: per la banda larga troveremo 864 milioni

PAOLO ROMANI

Sulla fusione Telefonica-TI il viceministro alle Comunicazioni: "Il nostro ok dipenderà da investimenti e governance. Vogliamo vedere il progetto". Fondi Cipe congelati, si cerca una soluzione nel project financing

di Mila Fiordalisi
"Non si potrà espropriare la rete telefonica in caso di fusione con gli spagnoli". Lo ha detto il viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani alla Camera in occasione delle Giornate marconiane.

"Non si può non tener conto del'incumbent, Il governo ha un segnale di attenzione sul fatto che la governance, nel caso di un'eventuale fusione, possa essere spagnola. Ma non non si potrà comunque mai espropriare la rete. Se la governance dovesse essere spagnola o a prevalenza di interessi multinazionali spagnoli potrebbe decidere di investire prima in Brasile o Argentina e poi forse in Italia. Su questo ci deve essere chiarezza e su questo saremo attenti e vorremo essere informati passo passo".

Il vice ministro ha ribadito l'attenzione del Governo nei confronti della banda larga. "E' un'infrastruttura che il Paese non può permettersi di non fare".  Il dibattito scorporo sì-scorporo no secondo Romani è secondario rispetto a quello "sul processo condiviso". E nell'occasione Romani ha anche lanciato un chiaro messaggio a Telecom: "Mi auguro che il management e gli azionisti italiani tengano ben presente l'importanza per il Paese delle infrastrutture di Tlc. E mi auguro che nel progetto della grande banda larga possa esserci tutto l'interesse di Telecom".

Riguardo al Piano per abbattere il digital divide Romani ha annunciato che "il Governo riuscirà a mettere insieme 864 milioni di euro con un'operazione finanziaria attraverso la valorizzazione delle risorse esistenti come i fondi Infratel".

"Riusciremo a costruire un piano operativo che prevede anche risorse attraverso il project financing. E' un anticipo finanziario rispetto ai soldi che dovrebbero arrivare", ha detto Romani riferendosi agli 800 milioni che "rimangono congelati in attesa che sia passata la crisi". Il vice ministro ha annunciato l'avvio per febbraio di gare per progetti sulla banda larga per 150 milioni di euro a valere sui Fes e Fesr.

Oscar Cicchetti, direttore Techology and operations di Telecom Italia - in risposta alle dichiarazioni di Vicenzo Novari, Ad di 3 Italia, secondo il quale "nella realizzazione delle reti di nuova generazione l'Italia è sotto scacco degli spagnoli" - ha puntualizzato che "sulla nuova rete non si sono freni da Telefonica. Non c'è alcun problema: stiamo collaborando con loro in termini di sinergie a livello europeo e stiamo ottenendo risultati importanti".

"Serve uno sforzo comune per attivare quel circolo virtuoso tra investimenti in innovazione e contesto competitivo, cruciale per dare impulso alla crescita dell'industria delle comunicazioni", asupica Bianca Maria Martinelli, Direttore Affari Pubblici e Legali di Vodafone Italia.

"Il caso della banda larga è esemplare: la crescita dei servizi non può prescindere dall'esistenza di un ambiente di reale competizione nella telefonia fissa. Per questo, è importante il ruolo dei regolatori nel bilanciare le spinte dell'incumbent - che vanno verso una deregolamentazione improntata all'asimmetria - con la salvaguardia delle condizioni basilari per gli operatori alternativi. E ancora, serve un'accelerazione nella realizzazione di una nuova rete in fibra ottica. Non una pluralità di reti concorrenti ma un'unica rete, per offrire il massimo dello sviluppo ai minimi costi. La proposta del Governo -lungimirante ed efficace – di una società della rete, può certamente rappresentare un' importante leva per stimolare lo sviluppo e l'innovazione sui servizi. E anche su questo Vodafone è pronta a fare la sua parte".

28 Gennaio 2010