IL CASO

Telecom, Findim dimezza la sua quota e scende sotto al 2%

Il gruppo riduce la propria partecipazione in TI. “Nell’ultimo anno raggiunti risultati importanti, ora la partecipazione avrà soprattutto un valore finanziario. E’ il momento di diversificare gli investimenti”. Oggi cda sugli investimenti in Brasile

Pubblicato il 05 Feb 2015

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Findim Group riduce la propria partecipazione azionaria in Telecom Italia sotto alla soglia del 2%, attestandosi a 268 milioni di azioni pari al 1,989% del capitale sociale con diritto di voto. A motivare la decisione è un portavoce di Marco Fossati, che sottolinea come “dopo aver raggiunto alcuni importanti risultati nell’ultimo anno, ossia il superamento del conflitto di interessi con Telefonica e l’avvio di un percorso di public company, la partecipazione in Telecom Italia non ha più per Findim Group un valore strategico, ma finanziario. Dopo sette anni Fossati ha deciso che è arrivato il momento di diversificare i suoi investimenti”.

Quanto al futuro, ha sottolineato il portavoce, Findim continuerà a essere “attenta e sensibile alla valorizzazione della società guardando ai possibili catalizzatori di crescita come il consolidamento del mercato brasiliano, quello del mercato europeo, il consolidamento mobile in Italia e gli investimenti banda ultralarga in Italia”.

In aperura di contrattazioni Telecom cedeva l’1,77% a 1 euro, anche in conseguenza della “mossa a sorpresa” di Findim, che ha più che dimezzato la propria partecipazione nel capitale di Telecom.

L’imprenditore ha venduto il 3% sul mercato nei giorni scorsi, ricostruiscono le agenzie di stampa, e calcolando che il prezzo di carico delle azioni era di 1,19 euro mentre le quotazioni attuali del titolo viaggiano intorno a 1 euro, dovrebbe aver incassato una minusvalenza di circa 60 milioni su una cessione che dovrebbe aver generato liquidità per circa 400 milioni.

“Si tratta – commenta Equita Sim – di una mossa abbastanza sorprendente, maturata proprio in prossimità di poter diventare il primo azionista in seguito allo scioglimento di Telco. Quest’ultimo evento rimane condizionato all’approvazione delle autorità argentina e brasiliana”.

Anatel avrebbe richiesto a Telecom anche delle modifiche statutarie. I tempi di approvazione di questi provvedimenti potrebbero essere tali da non consentire lo scioglimento di Telco entro l’assemblea di Telecom del prossimo 20 maggio. Oggi Telecom dovrebbe tenere un cda dedicato alla strategia in Brasile. Non ci aspettiamo sviluppi materiali sul tema consolidamento”, concludono gli analisti.

Mediobanca Securities nota invece che “questa mossa da parte di Findim, unita con la scissione di Telco, aumenterà la percezione di Telecom come una public company. Apprezzeremmo un’accelerazione sul fronte del network domestico, dal momento che potrebbe essere un buon sostegno alla crescita dei ricavi”.

Oggi sul tavolo del cda ci sono diversi dossier aperti, da Metroweb a Oi e il resoconto degli incontri istituzionali in Brasile con Anatel e coi ministri delle comunicazioni e dello sviluppo economico. Ieri l’ad Marco Patuano ha diretto l’attenzione sugli investimenti del gruppo in Italia: “Vogliamo cablare tutta l’Italia con la banda ultralarga e partiremo dal Centro-Sud con un investimento che supera il miliardo di euro”

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