De Julio (Italtel): "L'Expo 2015 trainerà la ripresa"

OUTLOOK 2010/8

Cosa segna il barometro dell’Ict italiano in questo inizio del 2010? Siamo andati a sentire i pareri dei maggiori top manager delle aziende del settore. L'Ad di Italtel: "Le aziende italiane cerchino opportunità di business anche all'estero"

Il 2010 si apre senza che nessuno degli aspetti che nel 2009 avevano alimentato le attese e le speranze del settore Ict si sia per il momento avviato a realizzazione: gli investimenti previsti dal Piano Romani non sono ancora stati stanziati, i piani di sviluppo di nuove applicazioni e servizi non sono definiti, la banda larga non è ancora per tutti, il digital divide resta una questione aperta.

Per reagire a un contesto di mercato che non si prospetta migliore del precedente, le imprese devono muoversi in due direzioni: da un lato, guardare al loro interno per recuperare ulteriore efficienza e competitività, indispensabili per reagire alla difficile situazione; dall’altro, cercare anche all’estero nuove opportunità.

Nel 2010 l’Italia deve trovare la forza per uscire dal proprio stallo e puntare – come hanno già fatto altri Paesi avanzati - sull’intelligenza e sull’innovazione: solo così si creano nuovi mercati, nuova occupazione, nuovo benessere. Due esempi per tutti: gli Stati Uniti, dove il presidente Barak Obama ha scelto di puntare sulle reti di telecomunicazioni oltre che sulle energie rinnovabili e sulla green economy per ridare slancio a un Paese fiaccato dalla crisi economica ma pronto a ripartire, e la Finlandia che ha sancito per legge il diritto dei cittadini, anche nelle zone più remote, ad avere almeno un megabit di banda larga per le connessioni al web. Investimenti in tecnologie, infrastrutture, servizi e contenuti digitali porteranno il Paese a fare passi avanti sotto molteplici aspetti: il Pil, la produttività, la creazione di occupazione, il maggior valore aggiunto.

Ci si augura che anche Expo 2015 possa fare da acceleratore alla ripartenza: per arrivare preparati a questo appuntamento internazionale dobbiamo cominciare a lavorare subito, a livello di sistema paese, mossi dal senso di urgenza generato dalla consapevolezza di avere di fronte un’opportunità unica per rivivere il miracolo scientifico-tecnologico degli anni ’80, quando l’Italia è stata protagonista della nascita della telefonia mobile. Il mondo delle imprese italiane, delle università, della ricerca devono incominciare a collaborare oggi per progettare applicazioni e servizi straordinariamente avanzati che siano realmente innovativi anche tra cinque anni.  La partita dell’innovazione si gioca oggi: in palio c’è la possibilità che l’Italia recuperi quel primato tecnologico e quella capacità di vision che in passato le sono stati universalmente riconosciuti e che le permetteranno di restare nel novero dei Paesi avanzati.

03 Febbraio 2010