Rigoni (Nsn): "Ripartire dalle alleanze tra vendor e operatori"

OUTLOOK 2010/10

Cosa segna il barometro dell’Ict italiano in questo inizio del 2010? Siamo andati a sentire i pareri dei maggiori top manager delle aziende del settore. L'Ad di Nsn Italia: "Se attuato, il Piano Romani ridarà fiato al settore"

Il 2009 ha visto grande sofferenza negli investimenti: gli operatori e le aziende del nostro comparto hanno prestato più attenzione alla riduzione dei costi operativi che agli investimenti in tecnologia. La crisi, pur annunciata, ha colpito il nostro settore (in particolare con la seconda ondata) ed i suoi effetti non si sono ancora esauriti. Ciò non di meno, il mercato si riprenderà pur dovendosi confrontare con due fattori essenziali: la concorrenza e le mutate volontà di spesa del consumatore finale. Più semplicemente gli operatori dovranno concentrarsi sul proprio bene primario, il proprio cliente, e dovranno affrontare la competizione sul mercato muovendosi secondo nuove e diverse prospettive.

È difficile parlare di segnali. Mi limito a parlare del nostro settore, dato che in generale i segnali di ripresa si sono già registrati alla fine dell’anno appena trascorso.

Il nostro non è un settore caratterizzato da acquisti emotivi o poco pianificati. Diciamo che la pianificazione pregressa ha subito qualche frenata ed il 2009 è stato un anno di “stop and go” e di intense discussioni. Prevedo un 2010 più attivo nella parte esecutiva delle pianificazioni. Un ruolo attivo potrà essere giocato dai Vendor tecnologici come Nokia Siemens Networks che dovranno anticipare e riadattare le proprie offerte agli operatori. Una buona partnership tra Vendor tecnologici ed operatori di comunicazione dovrebbe oggi consentire all’operatore di sgravarsi dalle incombenze tecnologiche e di manutenzione infrastrutturale per dedicarsi al proprio core business, allo sviluppo delle offerte al consumatore finale con conseguente adeguamento alle mutate esigenze del pubblico ed alle variate possibilità di spesa media. Gli investimenti in infrastrutture non possono stare fermi per troppo tempo in un momento in cui sempre maggiore e veloce è l’offerta di servizi al consumatore finale. Premesso che la tecnologia non è mai un problema, la grande dote di un Vendor sta nell’affiancare gli operatori con un mix calibrato di soluzioni e servizi, di manutenzione ed innovazione, di rapporto fiduciario e di sviluppo comune. E’ ovvio che il costo resta un argomento primario, ma lo è al di là di questo mercato e lo è per ogni operatore industriale e commerciale.

A livello industriale i postumi della crisi. I segni lasciati finora sono profondi, temo addirittura che il 2010 non sia l’anno della ripresa definitiva. Sarà un anno migliore del passato, ma non ci farà dimenticare la situazione difficile nella quale siamo finiti. Il problema principale è il recupero della fiducia e della solidarietà. Le imprese dovranno lavorare per riconquistare fiducia in se stesse e nel mercato. Dare fiato al sistema, tutti insieme, senza pregiudizi, sapendo che le difficoltà non mancheranno ma che soltanto con una rinnovata fiducia reciproca tra tutti gli attori si potrà recuperare e ripartire. Il ruolo principale della politica dovrebbe essere quello di supportare il sistema industriale e tecnologico del Paese. Se il piano “Romani” sarà realizzato durante il nuovo anno sicuramente tutto il settore potrà beneficiarne. Inoltre, se attraverso un’azione istituzionale forte, si riusciranno a definire le regole per il “progetto banda larga” per il sistema Italia, allora sicuramente la politica avrà dato darà un contributo decisivo allo sviluppo del settore delle telecomunicazioni.

 

05 Febbraio 2010