SICUREZZA

La nuvola non risente l’effetto Snowden

Le rivelazioni sullo spionaggio sistematico di Internet da parte dei servizi Usa non intaccano le vendite di tecnologia cloud alle aziende

Pubblicato il 09 Apr 2015

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Avete paura di essere spiati? Mica tanta. Il grande fratello americano è più un oggetto del paesaggio, fa da sfondo e non si mette in discussione così come non si discute la luna piena, secondo i manager IT delle grandi aziende di tutto il mondo, che a quanto pare continuano a comprare più o meno indefessi le tecnologie digitali centrate sul cloud, vero e proprio facilitatore per i servizi segreti interessati a “monitorare” cosa accade nel mondo.

Secondo l’analista di Forrester Research Ed Ferrara, «L’affermazione che la scoperta del progetto Prism del governo americano che metteva la NSA in grado di curiosare tra i dati nel cloud ospitato su territorio Usa avrebbe messo in crisi il mercato soprattutto in Europa e Asia è infondata».

Buone notizie dunque per Amazon e per Google ma anche per DropBox e Box. Secondo i rapporti che fanno seguito a due ricerche di mercato effettuate da Forrester Research infatti l’impatto del programma Prism della NSA è stato pressoché nullo sulle vendite di servizi cloud basato negli Usa. Le perdite stimate in Europa, Asia, Canada e America Latina doveva essere attorno ai 180 miliardi di dollari, secondo le stime, e invece solo il 29% del totale di decisori IT che avrebbero dovuto ripensare gli investimenti cloud alla luce di Prism ha effettivamente ridotto o fermato le sue attività. «È una percentuale relativamente ridotta», dice Ferrara.

Secondo Forrester Research la perdita sarà di circa 15 miliardi nel 2015 e di 12 miliardi nel 2016. Mentre le aziende si preoccupano più di come fare a proteggere i dati, sia da Prism che da altri “spioni” statali o privati, utilizzando più avanzate tecniche di crittazione e sistemi di security più strutturati. Sarà circa l’84% delle aziende con dati archiviati nel cloud a fare ricorso a sistemi di crittazione avanzata.

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