Banda larga, la Ue dice sì agli aiuti di Stato in Lombardia

DIGITAL DIVIDE

Bruxelles ha approvato il finanziamento di una rete a velocità minima di 2 Mbps nelle aree marginali. La Kroes: "Investire nel broadband può contribuire ad affrontare la crisi economica e a favorire la crescita"

di Federica Meta
L’Europa dice sì al piano anti-digital divide italiano.  La Commissione europea ha approvato il finanziamento di una rete per colmare il divario digitale nella regione Lombardia in rispetto delle linee guida per lo sviluppo del broadband che prevedono aiuti pubblici per i programmi anti-digital gap.
"In Italia - spiegano da Bruxelles in una nota - come avviene in altri Stati dell'Unione europea, i servizi avanzati a banda larga sono disponibili agli abitanti e alle imprese delle zone più densamente popolate, mentre l'infrastruttura a banda larga è inadeguata o del tutto inesistente nelle aree rurali, di montagna e nelle zone geograficamente svantaggiate". Aree in market failure dove gli operatori di settore non interessati ad investire e dove cittadini e imprese non hanno possibilità di accedere alla banda larga.

“Il regime italiano punta a introdurre la connettività a banda larga di velocità minima di 2 Mbps per almeno il 90% della popolazione nelle aree non servite della Lombardia – prosegue la nota -. Con una gara pubblica, le autorità italiane prevedono di ricevere un'offerta che, combinando diverse piattaforme tecnologiche, sia in grado di ottenere una copertura di banda larga per quasi il 100% della popolazione residente nelle aree isolate".

La Commissione ha apprezzato il fatto che il finanziamento pubblico sarà disponibile solo per condotti adeguati al passaggio di molteplici fibre, ai quali tutti gli operatori interessati avranno libero accesso, senza limiti di tempo. I fondi inoltre saranno utilizzati solo laddove gli investitori privati non investirebbero a condizioni di mercato, e sarà erogato "unicamente" dopo l'espletamento di una gara pubblica. Infine un accesso all'ingrosso, aperto e non discriminante, permetterà a vari provider di servizi a banda larga di offrire servizi competitivi sulle nuove reti.

Secondo Nelie Kroes, commissario designato alla Digital Agenda “investire nella banda larga può contribuire ad affrontare la crisi economica e a favorire la crescita economica".
“Mi compiaccio – prosegue la Kroes - della buona collaborazione avuta con le autorità italiane per elaborare un regime di aiuti ben mirato, che contribuirà al raggiungimento di questi obiettivi e alla riduzione del divario digitale, senza escludere gli investimenti privati o falsare indebitamente la concorrenza".

Il "placet" di Bruxelles fa seguito a quelli dati ai piani anti-digital divide di Francia, Slovenia, Uk, Irlanda Cipro, Spagna, Finlandia e Germania.

08 Febbraio 2010