All'Iran non piace Google. Via alla sospensione di Gmail

INTERNET

Secondo il Wall Street Journal l'agenzia per le Tlc di Teheran è in procinto di chiudere il servizio e di lanciare una di e-mail "nazionale". Mountain View non conferma, ma precisa: "Abbiamo registrato un calo di traffico di posta elettronica nel Paese"

di Davide Lombardi
Nel pieno delle violente celebrazioni del 31° anniversario della Rivoluzione islamica il governo iraniano ha deciso di sospendere definitivamente il servizio di posta elettronica Gmail di Google. L’agenzia per le telecomunicazioni dell’Iran ha annunciato la sospensione e il lancio di un servizio nazionale di posta elettronica.  A riportare la notizia il sito Web del Wall Street Journal.  

Google, pur non confermando la notizia ha tenuto a precisare sul suo blog di aver registrato un forte calo del traffico email in Iran. “Abbiamo sentito da utenti in Iran che avevano problemi ad accedere a Gmail – ha detto un portavoce di Google alla Reuters -. Possiamo confermare un forte calo del traffico, e abbiamo controllato le nostre reti, che funzionano correttamente”.

La scorsa estate coloro che contestavano l’esito delle elezioni vinte da Ahmadinejad usavano proprio la rete e strumenti come Twitter e Gmail per organizzare le manifestazioni.

Se il governo iraniano dovesse bloccare davvero l'uso di Gmail sarebbe un’altra "grana" per Google - dopo quella con il  governo cinese -,  grana che dimostra come sia difficile far convivere un regime con gli strumenti aperti e liberi, come sono quelli del Web.
Per ora né Teheren né Washington hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.

11 Febbraio 2010