Le telco Usa fanno causa alla Fcc: "Gravi danni da nuove regole net neutrality"

IL CASO

At&T e la National Cable & Telecommunications Associations passano alle vie legali dopo che l'Authority ha respinto la richiesta di blocco dell'entrata in vigore delle nuove norme a partire dal prossimo 12 giugno. Ma il regolatore va avanti per la sua strada: "Il tribunale darà ragione a noi"

di Patrizia Licata

La battaglia sulla net neutrality negli Stati Uniti finisce in tribunale. Le telco e le associazioni che le rappresentano, che avevano già mandato una richiesta alla Federal Communications Commission, subito respinta, di sospendere l'applicazione delle nuove norme, non hanno esitato a rivolgersi alla Corte d'appello (U.S. Court of Appeals for the District of Columbia Circuit) per chiedere di bloccare le nuove regole sul traffico su Internet e la riclassificazione della banda larga.

La causa è stata intentata da At&t e dalla National Cable & Telecommunications Association insieme a Centurylink, Ctia - The Wireless Association, l'American Cable Association, U.S. Telecom e la Wireless Internet Service Providers Association. Le associazioni sostengono che il blocco della normativa è "garantito" perché con ogni probabilità vinceranno la causa che mette in discussione la validità delle regole varate dalla Fcc sulla net neutrality.

Le aziende chiariscono che chiedono una "sospensione o rinvio" dell'applicazione delle nuove regole non per quel che riguarda la discriminazione del traffico: su questo punto della net neutrality, assicurano le telco, sono tutti d'accordo nel trattare i dati in modo uguale. E' invece la riclassificazione della banda larga come servizio pubblico, che apre la porta a un maggiore intervento regolatorio, a essere contestata. Al tempo stesso, è proprio la classificazione del broadband come utility all'interno del Title II della legge americana sulle Comunicazioni a dare alla Fcc il potere di attuare nuove regole sulla gestione di Internet, come ha spiegato il presidente della Fcc Tom Wheeler, promettendo al tempo stesso alle telco che l'intervento regolatorio sarà "light-touch" e che le telco non saranno soggette comunque alla regolazione sulle tariffe.

Le rassicurazioni di Wheeler non hanno convinto le aziende telecom. At&t e gli altri affermano che la decisione della Fcc di riclassificare il servizio Internet su banda larga come utility imporrà "immensi oneri e costi", per cui un blocco della normativa "è necessario per evitare i gravi e consistenti danni che i service provider e i consumatori allo stesso modo subiranno se la Fcc avrà l'autorizzazione ad assoggettare il moderno Internet a questo antiquato regime regolatorio", come ha dichiarato Michael Powell, presidente della National Cable & Telecommunications Association.

Le nuove regole entreranno in vigore il 12 giugno. In vista di quella data, le telco chiedono di mettere la normativa in stand-by oppure di velocizzare l'iter della causa presentata alla Corte d'Appello del District of Columbia Circuit. In passato le telco americane sono riuscite due volte a ribaltare in tribunale le decisioni della Fcc, ma ora la portavoe del regolatore Kim Hart ha detto che le associazioni che hanno intentato causa “non hanno dimostrato che soffriranno danni irreparabili se le regole entrano in vigore" e ha sottolineato che "il pubblico interesse si è chiaramente espresso a favore" dell'applicazione delle regole sulla net neutrality a giugno. “Siamo sicuri che il tribunale negherà la richiesta di sospendere l'entrata in vigore della normativa", ha concluso la Hart.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Maggio 2015

TAG: net neutrality, Federal Communications Commission, Internet, banda larga, At&t, National Cable & Telecommunications Association, CenturyLink, Ctia, American Cable Association, US Telecom, Wireless Internet Service Providers Association, Title II, Tom Wheeler, Fcc, Michael Powell, Kim Hart

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