Ciniero (Ibm): "Più investimenti IT per competere"

OUTLOOK 2010/15

Cosa segna il barometro dell’Ict italiano in questo inizio del 2010? Siamo andati a sentire i pareri dei maggiori top manager delle aziende del settore. L'Ad e presidente di Ibm Italia: "Le aziende devono puntare all'innovazione di processo"

Mi sentirei per ora di esprimere cautela sul 2010. I trend economici sono disomogenei e gli indicatori principali dell’Eurozona offrono un quadro interlocutorio. Il Pil torna in crescita, è vero, ma il 2010 vedrà anche il picco dei senza lavoro, incidendo sulla domanda. Latita anche la produzione industriale, con gli investimenti restii a riprendere. Insomma, non vorrei che l’exit strategy annunciata da Trichet e la restrizione del credito finissero per allontanare nel tempo la ripresa. È necessaria una politica per far ripartire i consumi. Se prendiamo il nostro paese, colpisce la fragilità emersa da un’indagine Bankitalia-Sole 24Ore, condotta tra 458 aziende con più di 50 addetti: aumenta il numero di coloro con un mood più sereno tra le realtà orientate all’export rispetto a quelle che producono per il mercato interno. Paradossalmente c’è più fiducia tra gli imprenditori e le piccole aziende.
L’IT poi non brilla per prospettive. In ogni caso, occorre che i termini di pagamento si adeguino a quelli europei. Ai costi si continuerà, è giocoforza, a prestare attenzione.

Tuttavia, sarebbe un atteggiamento miope limitarsi a ciò. Le aziende hanno bisogno di investire in innovazione, di processo soprattutto, perché è da qui che si recupera competitività. E l’IT è il solo elemento in grado di favorirla, incrementando l’intelligenza dei sistemi e garantendo efficienza. Una normativa incentivante in tal senso appare indispensabile. Il primo ostacolo resta la sfiducia, aggravata dal permanere di logiche superate. Ci sono interi settori della nostra economia da trasformare semplicemente applicando, in maniera trasversale e interconnessa, tecnologia già disponibile. Sanità, trasporti, energia, Tlc, servizi pubblici: in gioco ci sono cicli virtuosi di nuova occupazione e più qualità della vita. La nostra visione dello Smarter Planet va proprio in questa direzione. Confortano le misure adottate dal Governo. Una PA in grande fermento opera per innovare sé stessa e i servizi al cittadino. Il Ministero dello Sviluppo dà attuazione al Fondo nazionale Innovazione per i progetti basati sulla proprietà intellettuale e cerca ora risorse per un nuovo bando del programma Industria 2015. E poi c’è il nuovo Piano triennale per la Ricerca. Insomma, i segnali non mancano. Ma non dimentichiamoci dei gap che ci separano dagli altri paesi e di quali ulteriori stimoli la sfera pubblica potrebbe concretamente farsi carico, direttamente o tramite il ricorso al project financing.

12 Febbraio 2010