Falciai vende Dmt System e rilancia le torri per le Tlc

RADIO TV

Con la cessione della divisione tecnologica benefici per 16 milioni. Ma resta da sciogliere il nodo del debito lievitato a 142 milioni di euro

di Patrizia Licata
Dmt, nata come spin-off di Elettronica Industriale e principale gestore di torri per le comunicazioni radio-tv, vende la sua divisione tecnologica Dmt System. Benché dall’operazione in sé l’azienda non incassi nemmeno un euro, il vantaggio che ne ottiene è comunque “doppio”, si legge su Il Sole 24 Ore: da una parte si sgrava di debiti per 7 milioni di euro (di cui si accollerà il compratore); dall’altro deconsolida in bilancio alcune perdite: nel 2009 la divisione ha chiuso con un rosso di 8,8 milioni. Alla fine, dunque, il beneficio per la società guidata da Alessandro Falciai, tra minori passività e minor debito, è di quasi 16 milioni.

Si tratta di una cifra importante, che aiuta a riportare in utile il bilancio del gruppo: nel 2008 Dmt aveva accusato perdite per 14,5 milioni. L’anno scorso il rosso è sceso a “soli” 4,5 milioni. Proprio il 2009 è stato definito da Falciai “anno di transizione”: ora il nodo principale da sciogliere è il debito: 142 milioni, circa cinque volte il Mol 2009 di 27 milioni, dai 19 del 2008. Ma l’azienda promette di generare, di qui al 2014, 100 milioni di liquidità.

Da tempo Dmt cercava di dismettere gli asset non redditizi. Finalmente ha trovato il compratore e si tratta di una sorta di management buy-out perché a rilevare la Dmt System è l’ex amministratore delegato della divisione medesima, Giovanni Brenda. Il business di Falciai ne risulta razionalizzato (e Piazza Affari ha premiato la manovra): ora Dmt diventa un mero operatore di infrastrutture di tlc e il mercato apprezza maggiormente le aziende, specie se Pmi, con una fisionomia ben definita e riconoscibile.

Questo potrebbe anche facilitare l’eventuale aggregazione di Dmt con altri soggetti. In una recente intervista al Sole lo stesso Falciai si era detto disponibile a diluirsi “se si dovesse presentare un progetto industriale credibile dove la mia società possa giocare un ruolo di partner industriale”.

16 Febbraio 2010