Bernabè (TI): "Applicazioni mobili: serve equilibrio nella ripartizione dei ricavi"

BERNABE' (TELECOM ITALIA)

L'Ad di Telecom Italia: "Il mercato è pronto a esplodere, ma bisogna ancora stabilire come ripartire i ricavi adeguatamente fra sviluppatori, fornitori delle piattaforme e gestori dei servizi"

di Federica Meta
Un mercato pronto a esplodere. Il fenomeno più importante del momento. Ha definito così il mercato delle applicazioni mobili, Franco Bernabè, Ad di Telecom Italia, in un colloquio con l’Ansa al Gsma World Forum in corso a Barcellona. 
“Apple ha aperto una strada. Poi si sono mossi gli altri, come Android e Google – spiega  Bernabè -. Per questo da qui è partita la risposta di una alleanza di 24 operatori che costruiranno un sistema di sviluppo delle applicazioni fatto dagli operatori di telefonia mobile. Si crea un ambiente comune di sviluppo degli applicativi aperto a livello internazionale".
Effettivamente il mercato delle applicazioni è in rampa di lancio.  Secondo i dati diffusi dalla Gsm Association in pochi anni può salire dai 5 miliardi del 2009, ai circa 7,5 del 2010, per balzare rapidamente verso i 30 del 2013, parallelamente all'impennata vertiginosa di download e della vendita di smartphone.

“E' un mercato che stimola soprattutto l'imprenditoria a livello di microaziende, percheè gli sviluppatori di applicazioni sono spesso piccolissimi imprenditori o singoli che lo fanno per passione – ha continuato l’Ad -. In Italia tanti sviluppatori hanno scoperto come anche senza mezzi ci si possa ritagliare una presenza internazionale”. Il settore però ha ancora bisogno di trovare di un equilibro nella ripartizione dei ricavi”. “Si sta cercando una configurazione – ha proseguito -. Ci sono già nuove formule, ad esempio, nelle quali allo sviluppatore va il 70%, il 15% al fornitore della piattaforma, un altro 15% al gestore del servizio. Però bisogna ancora trovare un equilibrio".

Il boom delle applicazioni mobili è la “conseguenza dell'enorme sviluppo del traffico dati, che non era assolutamente prevedibile qualche anno fa. E che ora pone dei vincoli e delle necessità di investimento molto forte – ha detto Bernabè -. Il problema degli operatori è come mantenere una qualità adeguata di fronte a questa enorme esplosione del traffico dati  Anche perché è un traffico che per il momento non ha identificato le forme di ricavo per gli operatori, esplode autonomamente, senza generare ricavi per gli operatori, che hanno bisogno di bilanciare il fabbisogno di investimenti con la necessità di delle formule che li finanzino o consentano una ottimizzazione dell'uso dello spettro".

In un contesto così delineato Telecom Italia si trova in una posizione ottimale. “Come operatore convergente fisso-mobile abbiamo un'integrazione che ci dà una posizione molto vantaggiosa, una qualità del servizio non raggiungibile da altri operatori, perché è un fenomeno che non può  essere sostenuto dalla sola rete mobile, ha bisogno di una forte integrazione con la rete fissa”.

Bernabè ha infine anticipato le innovazioni che TI lancerà quest’anno. “Per i clienti di Telecom la grande novità sarà la domotica, con una integrazione a casa tra tre schermi, telefonino, computer e tv, che saranno interoperabili, con la stessa interfaccia grafica, lo stesso ambiente visivo. Sarà la grande novita' da quest'anno, e di qui in avanti per i prossimi anni'. Con lo sviluppo della tecnologia Dnla, 'ormai embedded nei televisori, tv, computer e telefono diventano oggetti che in casa sono integrati e interoperabili”.

Sul versante  telefonini “la novità  più grossa sarà rappresentata dagli ibridi, dai 7 a 9 pollici, come l'iPad di Apple, ed altri prodotti eccezionali come quello che si appresta a lanciare Samsung'. Più computer che telefonino, ma che hanno il vantaggio di essere trasportabili e leggeri, possono sostituire i netbook, ed hanno anche funzionalità telefoniche che consentono di sostituire anche il telefono”.

16 Febbraio 2010