Spiragli di ripresa per l'indotto delle Tlc

MERCATI

Il mercato degli "equipment" crescerà quest’anno dell’1,5% dopo la battuta d’arresto del 2009, trainato dalla telefonia mobile e dai servizi

di Patrizia Licata
Annus horribilis come previsto, il 2009 per il mercato delle attrezzature telecom. Ma il 2010 può riportare un cauto ottimismo: la crescita prevista è dell’1,5%, secondo Idate. Il recupero sarà lento soprattutto in alcuni settori: attrezzature per aziende e accesso sia fisso che mobile. Meglio i cellulari e i servizi per infrastrutture telecom.

I primi segnali di rallentamento del settore si sono manifestati fin dall’estate 2008; poi l’anno scorso i produttori sono stati duramente colpiti dalla recessione. Le difficoltà incontrate dal mercato delle attrezzature telecom sono state causate soprattutto dalla drastica ridzione delle spese da parte delle telco. Le previsioni per il 2009 sono per una contrazione del 2%, calcola Idate, dopo anni col segno più.

Particolarmente colpito l’anno scorso il segmento della telefonia mobile, passato da una crescita a due cifre nel 2002 a una perdita del 4% nel 2009. In termini di volumi, il numero di telefonini venduti è sceso del 6% l’anno scorso, a 1,12 miliardi di unità, contro la crescita del 6% del 2008, che già era stata inferiore alle previsioni iniziali. La risalita è lenta: il mercato dei cellulari è ancora in difficoltà e nel 2010 la crescita anno su anno sarà limitata a un +2,5%.
 
Quanto all’infrastruttura di rete, gli operatori si sono dimostrati selettivi nelle loro spese, concentrando gli investimenti nelle attrezzature per la trasmissione basata su Ip e ottica, per soddisfare la crescente richiesta di banda dei loro clienti residenziali e business. Anche le vendite di attrezzature mobili hanno risentito della crisi, ma il segmento continua a dominare la spesa dell’industria delle telecomunicazioni in tutto il mondo. I vendor considerano interessanti le opportunità di crescita soprattutto in alcune regioni, come il Medio oriente, l’Africa e l’America Latina, in vista delle aste per il 3G.
 
Segno meno per il mercato per le infrastrutture fisse nel 2009; la transizione degli operatori alle reti Nga e in particolare all’Fttx non è stata sufficiente a bilanciare il declino delle vendite di attrezzature per il Dsl (-15%).
 
Dall’altro lato, continuano gli analisti, c’è da dire che l’attuale situazione economica ha fatto risalire la domanda di servizi come le managed solutions che aumentano l’efficienza. Gli sforzi dei carrier per tagliare i costi si sono tradotti nel 2009 in un forte aumento dei contratti di outsourcing legati alle infrastrutture; inoltre molti operatori hanno fatto ricorso all’infrastructure sharing.

In cifre, i cellulari, segmento leader, valevano nel 2008 124 miliardi; nel 2009 sono scesi a 120; quest’anno la previsone è per 123 miliardi, per arrrivare a 146 nel 2013.  Le attrezzature enterprise valevano 30,8 miliardi nel 2008, 29,4 nel 2009 e per quest’anno è prevista ancora contrazione: 29,1 miliardi. La ripresa è molto lenta: 29,6 miliardi nel 2013. Crescita molto lenta anche per l’accesso fisso (6,6 miliardi nel 2008, 6,4 nel 2009, 6,5 nel 2010, 6,8 nel 2013) e per l’accesso mobile (stabile a 26,2 miliardi nel 2009, scenderà a 26 nel 2010 per arrivare a 27,6 nel 2013). Meglio i servizi per infrastrutture, che non hanno conosciuto battute d’arresto: 22,4 miliardi nel 2008,  24 nel 2009, 26,3 nel 2010, 36,300 nel 2013.

La crisi ha inciso anche sulle performance dei vendor e sul loro posizionamento di mercato. Nortel è stata la prima vittima dell’annus horribilis, con la bancarotta a la vendita delle sue divisioni. Oggi, secondo l’analisi di Idate, il mercato è dominato da cinque colossi, tra cui Ericsson, che ha rafforzato la sua posizione rilevando parte delle attività di Nortel e espandendosi ulteriormente in Nord America. Hanno sofferto produttori più piccoli come Motorola: la mancanza di massa critica rende difficile vincere la feroce guerra dei prezzi. Alcuni mega merger hanno prodotto risultati deludenti nella crescita del revenue, come nel caso di Alcatel-Lucent e Nokia-Siemens. Godono di ottima salute invece i produttori cinesi, pur se rallentano il passo rispetto agli ultimi cinque anni. Huawei, cresciuta finora a ritmi del 40%, dovrebbe “fermarsi” a un +20% nel 2009.

Nella classifica mondiale, Cisco è il primo provider di attrezzature di rete per entrate generate, cresciuto nel 2009 del 5,4% rispetto al 2008; seguono Ericsson (+1,3%), Alcatel-Lucent (-8,4%), Nokia Siemens networks (-10,1%), Huawei (+20,5%), Nec  (-7,4%), Motorola (-2,5%), Nortel (-34,5%), Juniper (-0,8%) e Zte (+39,4%).
 
Infine, i produttori di cellulari: Nokia resta numero uno con uno share di mercato del 36% nel 2009. Tuttavia le vendite nei mercati emergenti scendono a causa della crisi e la pressione della concorrenza sale. I due maggiori produttori coreani, Samsung e Lg, hanno consolidato la loro posizione e occupano saldamente il secondo e terzo posto della classifica, avendo accresciuto il market share dal 2008 al 2009. Anche in questo settore, Motorola mostra di essere in difficoltà, mentre cresce Zte, ormai sesto maggior produttore mondiale di handset. 

17 Febbraio 2010