Colao contro Google: "E' un monopolista"

MOBILE WORLD CONGRESS

"L'’80% della pubblicità online viene convogliato in un unico imbuto". Da Barcellona l'affondo del numero uno di Vodafone: i motori di ricerca consumano banda senza retribuire le telco. La replica di Schmidt (Google): "Gli operatori abbraccino il mobile Web invece di considerarci dei nemici"

di Patrizia Licata
“Gli operatori hanno bisogno di accedere a nuove forme di ricavi dalle proprie reti, soprattutto in segmenti come la pubblicità, ma ciò non è al momento possibile perché non viene garantita la concorrenza. I regolatori devono intervenire, prima che sia troppo tardi, su un mercato dominato da un unico player, Google, che controlla la ricerca digitale ostacolando le società concorrenti”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Vodafone Vittorio Colao, intervenuto al Mobile world congress di Barcellona. Colao ha auspicato un immediato intervento delle authority per assicurare una “più equa distribuzione del revenue”.

Il momento è favorevole al cambiamento, secondo il Ceo di Vodafone, con l’insediamento della nuova commissione europea guidata dagli spagnoli e l’intenso dibattito in corso all’interno della Federal communications commission americana sulla net neutrality – che implica la rimozione delle limitazioni su applicazioni e servizi di rete. Perciò, ha detto Colao, Usa e Ue dovrebbero lavorare per garantire l’apertura dei mercati, affrontando in particolare il nodo della “eccessiva concentrazione nei settori della ricerca e dell’advertising”.


"Riguardo a Google, vogliamo essere in grado di operare e fare accordi liberamente lungo tutta la catena del valore”, ha dichiarato Colao. “Il fatto che l’80% della pubblicità online sia convogliato in un’unica direzione è un problema che dovrebbe essere affrontato nel futuro dibattito sulla neutralità della rete”. La Commissione europea e la Fcc americana dovrebbero introdurre nuove regole in grado di “garantire la concorrenza a tutti i livelli”.

La posizione dominante di Google non preoccupa solo Vodafone. Tutti gli operatori di rete stanno cercando nuove fonti di revenue, man mano che vedono restringersi le entrate da segmenti tradizionali come voce e messaggi. Il colosso spagnolo Telefonica sta valutando la possibilità di far pagare i motori di ricerca di Internet per l’uso del suo network, come anticipato dal presidente e Ceo Cesar Alierta in una conferenza trasmessa sulla tv spagnola Etb all’inizio del mese. "I motori di ricerca usano le nostre reti senza pagarci alcun pedaggio. Comodo per loro, ma non certo per noi”, ha detto. Le ricerche online da siti come Google e Yahoo!, ha proseguito Alierta, consumano parecchia banda sulle reti degli operatori telecom. “Noi creiamo la rete, ci occupiamo dell’assistenza ai clienti, dell’installazione e di tutto il resto. Il sistema deve cambiare, ne sono certo”.

Colao sembra d’accordo: "Dobbiamo considerare l’intera questione della portabilità delle applicazioni e di chi possiede i dati una volta che sono stati pagati”. Secondo Colao si potrebbe mettere in piedi un nuovo sistema, con l’aiuto delle autorità preposte alla concorrenza, entro il 2015. Come ha spiegato l’Ad di Vodafone: “Non si può far usare lo stesso network per il traffico dati business e per scaricare canzoni allo stesso momento e allo stesso prezzo. Dovremo segmentare la rete in diverse fasce, con un sistema a 15-20 livelli”.

La risposta di Googe non si è fatta attendere. Intervenendo anche lui alla kermesse spagnola il Ceo di Mountain View,
Eric Schmidt, ha invitato l'industria della telefonia mobile ad "abbracciare il mobile Web", invece di considerare il motore di ricerca come il nemico. Schmidt ha spiegato che l'industria ha vissuto un momento storico quando si sono uniti telefoni, servizi utili e reti in modo da poterli gestire insieme. "Dobbiamo mettere a frutto la magia della convergenza che permette di fare cose mao pensate prima - ha puntualizzato il Ceo -. Google dal canto suo sta guidando il traffico delle reti a beneficio degli operatori".

17 Febbraio 2010