Orange-T-Mobile. Spettro in cambio dell'ok Ue

REGNO UNITO

Deutsche Telekom e France Telecom temono lunghe indagini dell’antitrust britannico o della Commissione europea. La fusione dei loro business mobili in Gran Bretagna non è ben vista dagli altri operatori: creerebbe un colosso con il 37% di market share, molto più di O2 (27%) e di Vodafone (25%)

di Patrizia Licata
Qualche preoccupazione di troppo da parte della Commissione europea (e degli operatori concorrenti) sulla annunciata fusione delle attività inglesi di Deutsche Telekom e France Telecom nella telefonia mobile? I due partner mettono le mani avanti e offrono spontaneamente di rinunciare a parte degli asset comuni pur di ottenere un rapido via libera dell’organo antitrust della Ue ed evitare una lunga indagine dei regolatori britannici sulla possibile concentrazione di mercato causata dalla joint venture franco-tedesca. L’offerta sul piatto potrebbe essere sufficiente a fugare i timori: Deutsche Telekom e France Telecom hanno proposto di vendere parte del loro spettro radio combinato e fornire alcune garanzie di network sharing.


Lo affermano fonti vicine alle due aziende, che aggiungono che la Commissione europea ha replicato alla proposta chiedendo ai principali player del settore mobile britannico (Vodafone, O2 di Telefonica e 3Uk di Hutchison Whampoa) di valutare se l’offerta riduce le loro preoccupazioni sull’impatto della fusione sulla concorrenza. Anche Bt sarebbe stata interpellate dalla Commissione Ue: in Gran Bretagna il gruppo è leader nel business delle linee fisse ma offre anche servizi mobili tramite la rete di Vodafone come operatore virtuale e ha già espresso preoccupazione in passato sulla futura assegnazione in Uk delle porzioni di spettro di maggior valore. Altri operatori virtuali del Paese sono più piccoli e includono la catena di supermercati Tesco, che usa la rete di O2, e Virgin Mobile, che usa quella di T-Mobile.
Entro la fine della settimana gli operatori dovranno rispondere alla Commissione europea.

Deutsche Telekom ha annunciato a settembre scorso l’intenzione di fondere la sua filiale T-Mobile Uk con Orange di France Telecom. I business mobili delle due aziende hanno avuto difficoltà a competere contro i leader del mercato inglese Telefonica O2 e Vodafone.
L’unione di T-Mobile e Orange verrebbe a creare un vero colosso della telefonia mobile nel Paese con un market share del 37% contro il 27% di O2 e il 25% di Vodafone. Ridurrebbe anche il numero dei grandi player sul mercato da tre a quattro. La fusione metterebbe inoltre nelle mani della neo-costituita società una grossa fetta dello spettro radio per i servizi mobili su banda larga che sono l’avanguardia delle tlc, in particolare nella frequenza dei 1800 Megahertz. Infine, del merger potrebbe soffrire un accordo di network sharing che T-Mobile ha con 3Uk, perché Orange ha la propria rete. Di qui l’offerta dei due partner di vendere parte dello spettro e di fare qualche concessione di network sharing a 3, il più piccolo degli operatori.
Sciogliendo questi nodi, la resistenza dei rivali all’accordo potrebbe ammorbidirsi.

Il managing director di T-Mobile Uk, Richard Moat, ha dichiarato a novembre di sperare che l’accordo si concluda e che la joint venture possa essere avviata per la metà del 2010.
L’Office of fair trading britannico (Oft) ha detto alla Commissione Ue a inizio febbraio di volersi occupare direttamente della revisione della proposta di joint venture perché pone serie minacce alla concorrenza sul mercato Uk. Le concessioni che Deutsche Telekom e France Telecom stanno pensando di fare all’Ue servirebbero dunque a evitare lunghe indagini dell’antitrust britannico. La Commissione europea ha fino al 1 marzo per decidere come muoversi, se dichiararsi soddisfatta, passare la palla alla Oft o lanciare una propria indagine. Anche questa, non avrebbe tempi brevi, ma le due aziende interessate garantiscono che le trattative con le parti interessate sono già avviate e molto “costruttive”.

18 Febbraio 2010