Friuli Venezia Giulia: nel 2011 saranno cablate tutte le amministrazioni comunali

FRIULI VENEZIA GIULIA

L'assessore regionale Riccardo Riccardi rassicura sullo stato di avanzamento del progetto anti-digital divide Ermes. "Nessun ritardo procediamo secondo la roadmap". Nel 2013 banda larga in tutti i distretti industriali

di Davide Lombardi
Riccardo Riccardi, assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture di Trasporto della Regione Friuli, rassicura gli scettici. "Il piano Ermes va avanti, procede nel rispetto degli obiettivi prefissati, nel 2011 verranno cablate le amministrazioni comunali, nel 2013 i distretti industriali".

L'assessore risponde così alle perplessità avanzate sullo stato dei lavori per la banda larga nel Friuli Venezia Giulia. Il programma Ermes, nato nella precedente legislatura, definisce le azioni per estendere la rete di banda larga all’intero territorio regionale. Il piano, che vuole rendere il Friuli un’area europea di eccellenza nel campo dell’Ict, si divide in due parti: la realizzazione dell’infrastruttura di dorsale e il coinvolgimento degli operatori di Tlc nella costruzione e gestione delle connessioni dell’ultimo miglio.

In un convegno a Palazzo Torriani, Udine, le istituzioni e le associazioni industriali del settore hanno fatto il punto sullo stato di attuazione del programma. Vi hanno partecipato l’assessore Riccardi, e, per Confindustria Udine, il Presidente Adriano Luci e il capogruppo del settore Telecomunicazione e Informatica Luigi Gregori. Per Luci già si è perso troppo tempo: “Vanno messe al bando burocrazie e titubanze, conta il fare, non l’annunciare; già nel passaggio da Mercurio ad Insiel i tempi si sono inevitabilmente allungati”.

Infatti la società Mercurio, costituita dalla giunta di Riccardo Illy, che aveva anche varato il progetto Ermes e investito 120 milioni, aveva inizialmente il compito di portare la banda larga in tutti i comuni della regione. Con il cambio di Giunta, il neogovernatore Renzo Tondo ha soppresso Mercurio, incorporandola in Insiel Spa.

L’assessore Riccardi, dopo aver ostentato sicurezza sul raggiungimento degli obiettivi nei tempi prefissati, viene interrogato sull’ordine cronologico delle zone da cablare, e risponde: “In linea di principio sarei anche d’accordo: prima le fabbriche, poi le case. Ma allo stato pratico non possiamo smontare tutto a metà percorso, mettendo a rischio l’esito finale del programma, che va rispettato così come originariamente concepito”.

19 Febbraio 2010