Assoprovider: "Per Telecom Italia recuperiamo il piano Rovati"

ASSOPROVIDER SU TELECOM

L'associazione dei provider indipendenti: "E' opportuno che Agcom e governo intervengano subitoo per evitare che la rete diventi di proprietà straniera. Sarebbe un disastro".

di Federica Meta
Assoprovider si schiera per l’italianità di Telecom. Secondo l’associazione che riunisce i provider indipendenti un’eventuale fusione di Telecom Italia con Telefonica stravolgerebbe il già precario stato delle Tlc italiane. “Essa deve essere assolutamente preceduta da opportune modifiche legislative che rendano il mercato delle Tlc italiano realmente libero di svilupparsi in modo efficiente – si legge in una nota diffusa oggi -. Il non avere preso a suo tempo provvedimenti coraggiosi verso la separazione strutturale della rete Telecom, come indicato  ad esempio dal bistrattato Piano Rovati già nel 2006 oggi comporta il rischio che una rete pervasiva su suolo e etere nazionali diventi di proprietà straniera. E' quindi opportuno che Agcom ed il governo smettano di tergiversare e intervengano subito per scongiurare un disastro: per Alitalia ad esempio è stato attuato qualcosa di simile  al modello Rovati”.

I provider ritengono necessaria una nuova regolamentazione che riguardi soprattutto le strutture logistiche di supporto (cavidotti, sistemazioni per antenne, edifici per apparati di commutazione), accompagnata dalla creazione di un “catasto pubblico” delle risorse di telecomunicazione che consenta l'accesso a tali strutture a condizioni non discriminatorie e  la cui consultazione sia disponibile in modo gratuito per ogni cittadino.

“Vanno inoltre scardinati alla radice tutti i tentativi di bloccare la nascita e l'esistenza di nuovi  imprenditori del settore delle Tlc rivedendo l'entità dei contributi amministrativi previsti dall'allegato 10 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche; contributi che secondo la direttiva europea che il suddetto Codice recepisce, dovrebbero sanare i puri costi amministrativi sostenuti dal ministero dello Sviluppo Economico – continua Assoprovider -. A tal proposito ci sfugge  quale sia il calcolo per cui un operatore che opera in un comune di 210mila abitanti abbia un costo amministrativo per il Ministero  pari al doppio del suo collega che opera in un comune con 200mila abitanti”.

“Infine Assoprovider ribadisce che qualora si preveda  il contributo economico pubblico nelle Tlc da parte di qualsiasi  PA  (centrale e locale) esso non debba agevolare un operatore economico a discapito di un altro ma debba essere l'occasione per creare infrastrutture "intermedie" (wholesale) utilizzabili da qualsiasi operatore alle medesime condizioni economiche: solo così vi è la certezza della sua efficienza ed efficacia”, conclude la nota.

22 Febbraio 2010