Numonyx parte all'attacco di Samsung

L'AZIENDA

Il Chief operating officer, Mario Licciardello: "Con l'ingresso di Micron daremo vita a un colosso da 8 mld di dollari. Abbiamo le carte in regola per imporci sul mercato globale delle memorie flash"

di Mila Fiordalisi
Passaggio di consegne in casa Numonyx, la joint venture  battezzata a marzo 2008 da Stmicroelectronics insieme con Intel e Francisco Partners. Gli americani di Micron hanno deciso di prendere il comando dell’azienda liquidando gli azionisti attraverso uno scambio di azioni. StMicroelectronics, il maggior azionista con il 48,6% di quota, con l’operazione - che attende il via libera da parte delle autorità preposte - esce definitivamente dal mercato delle memorie flash azzerando completamente il prestito bancario da 450 milioni di euro e la contestuale garanzia di 225 milioni nonché mettendo a segno una plusvalenza per 280 milioni di dollari.
Il gruppo italo-francese ha deciso di concentrarsi sul business delle rinnovabili: è di poche settimane fa l’annuncio dell’alleanza con Enel e Sharp per dare il via in Sicilia ad un maxi impianto produttivo di tecnologie fotovoltaiche (sarà riconvertito al “green” l’impianto catanese di Stm). Ma quale sarà il futuro della new Numonyx? “L’ingresso di Micron in Numonyx darà vita a un colosso da 8 miliardi di dollari, secondo al mondo per dimensioni di mercato soltanto a Samsung”, spiega al Corriere delle Comunicazioni Mario Licciardello, Chief operating officer di Numonyx.
Parte dunque la sfida a Samsung..
Sì, la sfida reale. Numonyx era troppo piccola per potersi permettere di competere ad alti livelli. Ma ora la situazione è diversa. Abbiamo tutte le carte in regola per sostenere la concorrenza a livello globale e imporci sul mercato.
Concretamente cosa cambia con l’entrata in scena di Micron?
Il vantaggio principale è senza dubbio sulla dimensione di scala: l’insieme delle due società permette di ottenere un portfolio prodotti che non ha pari nell’industria mondiale delle memorie. In dettaglio, Micron porta in dote il forte know how sul fronte delle memorie di tipo Ram e Flash mentre Numonyx è più forte su quelle di tipo Nor. Ci stiamo fra l’altro preparando per il lancio, atteso a breve, di una nuova tecnologia a cambiamento di fase che rappresenterà una novità assoluta nel settore perché permetterà di ottenere memorie molto più performanti da un punto di vista delle prestazioni a fronte di consumi energetici significativamente ridotti.
L’ingresso degli statunitensi rischia in qualche modo di pregiudicare l’”italianità”?
Direi di no perché la focalizzazione è sulle competenze tecnologiche. E quelle create in Italia hanno un valore enorme. L’Italia continuerà a essere il polo di eccellenza di Numonyx: gli addetti alle attività di ricerca e sviluppo operativi sui tre siti sono circa 500 ad Agrate, 200 a Catania e 100 a Napoli.
I sindacati però hanno lanciato l’allarme. E per il solo impianto siciliano, quello di Stm, si parla di 400 lavoratori a rischio.
L’allarmismo dei sindacati è ingiustificato allo stato attuale delle cose. È escluso che in tempi brevi ci siano decisioni in merito al ridimensionamento del personale. Non è in discussione l’argomento. E in ogni caso solo al momento opportuno, quando l’operazione di scambio quote diventerà definitiva, ossia avrà ottenuto il via libera dalle autorità antistrust, sarà possibile il confronto con Micron sulla questione, nel caso diventi oggetto di discussione. Certamente potranno crearsi delle ridondanze e delle sovrapposizioni, come sempre accade in operazioni di questo tipo. Ma ripeto, se ne discuterà, nel caso, al momento giusto.
Nel frattempo il business come sta andando?
Nella prima metà del 2009 Numonyx come tutte le aziende del comparto ha subito l’effetto della crisi. Ma già dopo l’estate siamo entrati in fase di stabilizzazione. E il quarto trimestre si è chiuso con il segno più, quindi siamo tornati a crescere. L’obiettivo che ci eravamo prefissati era mantenere il livello di cassa. Bene, non solo ci siamo riusciti ma si è ottenuto un risultato in crescita rispetto alla chiusura 2008.
E per quest’anno quali sono gli obiettivi?
Sicuramente si crescerà.

22 Febbraio 2010