Bernabè: "Sulle Ngn pronti a collaborare con altri operatori"

FRANCO BERNABE'

L'Ad di Telecom valuta con favore la creazione di una società delle reti per le infrastrutture di nuova generazione. Ma spara ad alzo zero contro le critiche degli Olo sul fronte rame: "Il nostro network fra i migliori d'Europa. Non accettiamo lezioni da chi non ha mai investito sulle reti fisse"

di Mila Fiordalisi
"Le scelte di investimento non possono e non devono in alcun modo essere influenzate da soggetti che non partecipano all'investimento. E non accettiamo lezioni sulla qualità della rete di accesso visto che la nostra infrastruttura in rame è fra le migliori a livello europeo". L'Ad di Telecom Italia Franco Bernabè, intervenuto all'evento dedicato alla presentazione della relazione annuale dell'organo di vigilanza sugli impegni di Telecom con Open Access, va giù duro contro le critiche.

"Nelle reti abbiamo sempre investito una parte rilevante dei nostri ricavi ed intendiamo continuare a farlo", ha sottolineato il numero uno di Telecom Italia puntualizzando che "on un rapporto tra investimenti e ricavi domestici di circa il 15%, Telecom investe molto più di quanto non facciai Telefonica, circa l'8%, France Telecom, circa l'8% e Deutsche Telekom, circa il 12%".

"Non possiamo accettare che ci vengano rivolte accuse in merito ad una presunta scarsa qualità della rete di accesso da parte di quegli stessi operatori alternativi che per anni hanno beneficiato delle vantaggiose tariffe di accesso disaggregato, della buona qualità della rete di accesso e delle sue eccellenti caratteristiche tecniche. Non accettiamo lezioni quindi da parte di operatori che nella rete di accesso di rete fissa non hanno mai voluto o non sono mai stato in grado di investire. Queste critiche non corrispondono al vero, sono del tutto inappropriate e offensive".

Bernabè ha inoltre aggiunto che "la titolarità delle decisioni sugli investimenti spetta a chi investe i propri capitali e le proprie risorse e rispetto ai quali deve rendere conto solo ai propri azionisti". "Le scelte di investimento non possono e non devono in alcun modo essere influenzate da soggetti che non partecipano all'investimento".

"Per le nuove reti stiamo disposti a considerare e stiamo già valutando anche collaborazioni con altri soggetti- ha aggiunto Bernabè - e intendiamo condividere con Agcom e con l'organo di vigilanza, per un'area specifica, un percorso di sperimentazione mirato alla sostituzione totale del rame a favore della fibra".

L'Ad di Telecom ha acceso i riflettori su due progetti allo studio della PA in Trentino. "Il primo prevede la posa di fibra ottica per raggiungere il 100% delle centrali che permetterà il passaggio al full ip. Il secondo prevede invece la creazione di una società pubblico-privata per la posa della fibra ottica nella rete di accesso con l'obiettivo di collegare la maggior parte delle case dei cittadini e contemporaneamente sperimentare la dismissione della rete in rame".

Bernabè ha puntualizzati che "nella neonata società Telecom si troverebbe ad acquistare al pari degli altri operatori, e a prezzi regolati le infrastrutture passive per collegare in fiber to the home i propri clienti". "Siamo inoltre interessati a contribuire allo sviluppo di un programma mirato ad accelerare il processo di migrazione verso una rete in fibra ottica a Milano in prospettiva dell'Expò 2015".


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23 Febbraio 2010