Silvio Scaglia rientra in Italia: "Sono tranquillo"

RICICLAGGIO

L'ex Ad di Fastweb: "Sono tranquillo sulla correttezza del mio operato". Intanto Swisscom, la compagnia elevetica che controlla l'operatore italiano dal 2007, ha chiesto di fare "chiarezza sulle accuse" e ha avviato un esame approfondito della vicenda per "valutare con attenzione le conseguenze"

di Mila Fiordalisi
E' previsto per domani il ritorno di Silvio Scaglia. Per l'ex numero uno di Fastweb è stato organizzato un volo privato che lo riporterà in Italia in giornata. In una nota Scaglia si dice "totalmente tranquillo sulla correttezza del mio operato". "Desidero parlare al più presto con i magistrati per poter rispondere dei fatti che mi sono stati attribuiti - spiega il manager - Si parla di vicende di fatto conclusesi tre anni fa e che ero convinto di aver chiarito a suo tempo".

Nella nota nota viene precisato che "il ruolo di Silvio Scaglia e quello allora di Fastweb non hanno niente a che fare con
personaggi, eventi e reati relativi all'indagine di criminalità mafiosa". I difensori di Silvio Scaglia si sono già messi a disposizione dei magistrati per concordare l'interrogatorio in tempi brevi.

Intanto Swisscom, l'azienda elevetica che controlla Fastweb dal 2007, ha auspicato che  "si faccia rapidamente luce sulle accuse mosse nei confronti di Fastweb", offrendo "piena collaborazione ai magistrati". Nella nota ufficiale diffusa stamattina rende noto di aver avviato  un esame approfondito sulle implicazioni a seguito della vicenda "per valutare con attenzione le conseguenze".

"Swisscom prende atto delle accuse mosse ieri dalle autorità italiane si legge nella nota -. Al momento dell'acquisizione di Fastweb nel 2007, Swisscom era a conoscenza del procedimento per presunta frode fiscale relativa al periodo dal 2003 al 2006. Secondo l'accusa, i fornitori avevano effettuato tali transazioni solo per evitare il pagamento dell'Iva versata da Fastweb allo Stato. In seguito a questa inchiesta, fino ad oggi Fastweb non ha ancora ricevuto il rimborso totale dell'Iva. Al momento dell'acquisizione di Fastweb nel 2007, Swisscom era stata informata del procedimento in corso. Erano state richieste due differenti perizie a società di consulenza tributaria, secondo le quali le operazioni contestate erano lecite e Fastweb ha quindi diritto al rimborso dell'Iva. L'impossibilità di esigere il rimborso dallo Stato, in base alle conoscenze di allora, veniva considerata come parte del rischio insito nell'offerta di acquisto".

Sulla vicenda scendono in campo anche i sindacati. "La priorità è garantire la continuità aziendale di Fastweb", sottolinea   Alessandro Genovesi, Segretario nazionale di Slc-Cgil, che invita l'azienda a fornire ai propri dipendenti il massimo delle assicurazioni possibili.

"Sarà la magistratura ad appurare la verità. Ora però bisogna garantire continuità operativa dell'azienda. Invitiamo tutti a non inseguire voci o alimentare speculazioni. Serve serenità e senso di responsabilità in attesa di avere il massimo di informazioni e che le indagini facciano il proprio corso. Appena saranno chiari i contorni dell'intera vicenda sarà nostra priorità richiedere un incontro nazionale informativo con i massimi livelli dell'azienda".

"Roba da matti. Non capisco cosa sta succedendo". Cm queste parole Silvio Scaglia, il fondatore ed ex amministratore delegato di Fastweb attualmente in Sud America, raggiunto telefonicamente dal Corriere della Sera ha commentato l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti emessa dal Gip di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. "Non so perché sia tato emesso il mandato. Sono già stato interrogato sulla stessa materia all'inizio dell'inchiesta".

ECCO GLI ALTRI INDAGATI DELL'INCHIESTA

Per Fastweb indagati anche l'attuale Ad Stefano Parisi, Alberto Calcagno e Mario Rossi Alois, direttori della Divisione Finanza e controllo, Mario Rossetti, membro del cda, Giuseppe Crudele, dipendente della divisione Residenziale e business funzione marketing, Bruno Zito, responsabile delle grandi aziende e Roberto Contin, direttore della divisione large Account e membro del comitato direttivo. I provvedimenti restrittivi oltre a Scaglia, riguardano Crudele, Contin, Rossetti e Zito.

Riguardo alla parte dell'inchiesta relativa al coinvolgimento di Telecom Italia Sparkle le misure cautelari riguardano Stefano Mazzitelli (amministratore delegato) e Massimo Comito (responsabile dell'area Europe). Indagati Riccardo Ruggiero (presidente del consiglio di amministrazione) e  Carlo Baldizzone (responsabile dell'area amministrazione e controllo).

24 Febbraio 2010