Piano anti-digital divide, entro fine anno 2 Mb per 2 mln di famiglie

PIANO ANTI-DIGITAL DIVIDE

A disposizione di Infratel altri 364 mln attraverso operazioni finanziarie. Decreto audiovisivo, slitta a lunedì prossimo l'esame da parte del Cdm

di Federica Meta
Entro il 2010 oltre 3 milioni famiglie italiane saranno servite dalla banda larga ad almeno 2 Mb. Ad annunciarlo il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, in occasione della firma del Protocollo d’intesa per la riduzione del digital divide e la promozione del broadband.
“Per la fine di quest’anno per altri due milioni di famiglie sarà risolto il problema del digital divide – ha precisato Romani -. Milioni che si andranno da aggiungere al milione che Infratel ha raggiunto fino ad ora, utilizzando i 500 milioni che aveva a disposizione”.
Per raggiungere la quota di 3 milioni – le famiglie in digital gap in Italia sono più di 7 milioni, secondo le stime del ministero – verranno messi in campo altri 364 milioni “attraverso meccanismi finanziari grazie ai quali avremo a disposizione 864 milioni di euro, ovvero la metà dei 1471 previsti dal piano del governo per la riduzione gap digitale”, ha annunciato il viceministro.
Interrogato dai giornalisti sul funzionamento di queste operazioni finanziarie, Romani si è limitato a dire che “se una grande azienda è disposta ad investire, ben venga”, paventando un sistema di partnership pubblico-privato.

“Siamo soddisfatti di come sta proseguendo l’attuazione del piano – ha rimarcato -. Del milione di famiglie raggiunte da Internet veloce, il 40% ha chiesto l’attivazione della linea. A dimostrazione che quelle aree non possono più considerarsi in fallimento di mercato, dato che l’offerta di innovazione si è incrociata con la domanda”.

Per quanto riguarda, invece, gli ormai “famigerati” 800 milioni per il broadband, che attendono solo di essere sbloccati da Cipe, Romani si è detto “fiducioso” sul fatto che vengano sbloccati al più presto “perché sono fondi giù finalizzati dalla legge n.69 e già a disposizione”.

Il ministero delle Comunicazioni ha firmato un protocollo di intesa con l’Upi (Unione province italiane) per lo sviluppo di Internet veloce.

“Attraverso questo accordo le province collaboreranno con il governo per l’attuazione del piano – ha detto Giuseppe Castiglione, presidente Upi -. Gli enti si sono già attivati per varare nuovi provvedimenti che regolano la posa dei cavi nelle strade provinciali: se finora era necessario scavare a rifare almeno mezza carreggiata, ora grazie al sistema di micro-trincee permetteremo a Infratel di scavare solo dove è necessario. Un risparmio notevole in termini di tempi e costi”.

Gli enti metteranno inoltre a disposizione del ministero la mappa delle loro reti di comunicazione che andranno a completare il database Romani sta sviluppando per mappare le infrastrutture del Paese.

La firma di oggi è stata anche l’occasione per fare il punto sul decreto Romani sull’audiovisivo che recepisce al direttiva Ue. Romani ha annunciato che il provvedimento andrà in Consiglio dei ministri lunedì prossimo, con l’inserimento dei rilievi del Parlamento.
“Abbiamo risolto ogni polemica – ha detto -. L’Agcom ci ha inviato ieri una lettera dove esprime soddisfazione sul testo. E anche Google e Yahoo! hanno accolto con favore il provvedimento”.

Niente ensura al Web, dunque? “La censura e il controllo del Web non erano mai stati previsti dal decreto - ci ha tenuto a precisare Romani -. Abbiamo recepito la direttiva Ue che considera televisione anche i contenuti broadcaster veicolati in streaming. Per cui non riguarda i portali che contengono video generati dagli utenti, come Youtube”.

25 Febbraio 2010