Per le telco europee ripresa sì, ma lenta

FORWARD

La banda larga mobile farà da traino alla spesa, ma dovrà fare i conti con il forte calo dei prezzi e la discesa dei servizi "fixed"

di Patrizia Licata
Crisi economica alle spalle e rapido ritorno alla crescita per gli operatori telecom dell’Europa occidentale? Non nell’immediato futuro, secondo Analysys Mason: la spesa degli utenti finali è diminuita del 4,4% nel 2009 e scenderà ogni anno dell’1,8% fino al 2012. Secondo lo studio intitolato “The Western European telecoms market: trends and forecasts 2009-2014”, a frenare la crescita delle entrate dei servizi telecom si uniscono due fattori fondamentali: mercati maturi in alcuni segmenti chiave e le conseguenze della crisi, che si faranno sentire ancora per qualche anno. In particolare, le strategie di pricing usate dagli operatori dell’Europa occidentale (Italia compresa) per superare la fase di recessione renderanno difficile il ritorno alla crescita delle revenue.

"Le aggressive strategie di prezzo adottate hanno alterato la percezione dei consumatori del valore e del prezzo dei servizi”, nota Rupert Wood, principal analyst e autore del report. "Gli operatori troveranno difficile far spendere di più sui nuovi servizi”. Le previsioni degli analisti individuano alcune aree di crescita, ma non saranno sufficienti a compensare il generale declino delle entrate dei servizi core. Tra le aree più promettenti ci sono il broadband mobile basato su modem (ovvero le chiavette: una nuova fonte di revenue, che secondo il report crescerà a un tasso annuale composito del 33% fino al 2012). La banda larga fissa crescerà nello stesso periodo del 4%, ma gli operatori troveranno difficile convincere gli utenti a spendere di più per l’accesso su reti di nuova generazione.

Lo studio rileva anche una netta spaccatura nelle abitudini di spesa degli utenti di telefonia mobile: “Da un lato chi non sale oltre i contratti di tipo Sim-only, dall’altro un gruppo, in forte crescita, di entusiasti dello smartphone", spiega Yanli Suo-Saunders, senior analyst e co-autore del report. "Le nostre previsioni indicano un Cagr dell’11% per il traffico dati (non messaggistica) sui cellulari fino al 2012, ma tale crescita sarà frenata dalla percezione sempre più rigida da parte dei consumatori di quanto dovrebbe costare un contratto di telefonia mobile”.

Un’evoluzione interessante emersa lo scorso anno è il rallentamento della sostituzione della telefonia fissa con quella mobile, secondo Analysys Mason. “La crisi economica spiega in parte questo trend: spesso gli utenti pensano, spesso a torto, che i servizi voce fissi siano migliori e meno costosi”, dice Stephen Sale, senior analyst e co-autore dello studio. "Tuttavia la diffusione del VoIp tra i principali operatori telecom dimostra che i servizi voce fissi, al giusto livello di prezzo, possono ancora avere un impatto significativo sul mercato complessivo dei servizi voce”.

26 Febbraio 2010