Vitale: "Commissariare Fastweb e Sparkle? Misura eccessiva"

GUIDO ROBERTO VITALE

Il "guru" della finanza: “Si rischiano danni ingenti per gli stakeholders. Si perseguano gli amministratori pro-tempore”

di Patrizia Licata
“Commissariare società quotate? Mi pare che prima di arrivare a tanto bisogna essere ben coscienti della fondatezza delle accuse, ma soprattutto della gravità dell’atto che si va a compiere”. Si esprime così Guido Roberto Vitale, fondatore dell’omonima banca d’affari indipendente, autore del collocamento in Borsa di una ventina di società, intervistato dal Sole 24 Ore. Sarebbe la prima volta che in Italia il giudice preliminare decide di applicare, nei confronti di due aziende quotate, l’articolo 15 del decreto legislativo 231/2001: il commissariamento giudiziale.

“Le accuse sono gravi, ma andranno dimostrate nel processo. Inoltre riguardano fatti commessi molto tempo fa”, sottolinea Vitali. “Prendere oggi iniziative così ardite nei confronti di aziende e società così importanti e che soprattutto nel frattempo hanno cambiato proprietà mi sembra un po’ come chiudere le porte della stalla dopo che i buoi sono scappati. Nessun dubbio che chi ha sbagliato, se ha sbagliato, debba pagare, ma appunto parliamo dei manager. Mi sembra inopportuno in questa fase andare a incidere sull’amministrazione delle aziende, che tra l’altro sono quotate”.

Vitali non ha dubbi sul forte impatto di un eventuale commissariamento: “La Borsa reagirebbe senz’altro in maniera molto emotiva. Per gli stakeholders il danno sarebbe inevitabile e ingente. Per questo mi pare opportuno valutare a sangue freddo la portata di un’iniziativa di questa ampiezza in questa fase. Una società commissariata non può che andare a rilento, con tutte le conseguenze sulla gestione e quindi sui diritti degli stakeholders”.

Che cos’altro si potrebbe fare?, chiede Il Sole. “C’è un consiglio di amministrazione”, risponde Vitali. “Si può immaginare di inserire un consigliere, ovviamente designato dal tribunale, che sovrintenda all’attività di amministrazione, partecipi e vigili. Si può chiedere ai sindaci, in questa fase, di svolgere il loro compito con molta attenzione; si può chiedere infine alla società di agire per l’ordinaria amministrazione e nulla più. Ma francamente il commissariamento mi sembra eccessivo. I fatti sono imputabili al management passato. Si perseguano gli amministratori pro-tempore senza turbare più del necessario la gestione dell’azienda”.

26 Febbraio 2010