Fastweb-Sparkle: rinvio di 48 ore su decisione commissariamento

RICICLAGGIO

Il gip accoglie la richiesta di Fastweb che avrà tempo fino a giovedì per presentare soluzioni alternative. Telecom Italia Sparkle: disponibili a una riorganizzazione interna che dia maggiori garanzie di vigilanza

di Federica Meta
Rinviata di 48 ore la decisione sulla richiesta di commissariamento di Fastweb e Telecom Italia Sparkle avanzata dalla Procura di Roma. "La difesa di Fastweb ha chiesto, con l'adesione del'ufficio del pubblico ministero, un breve rinvio dell'udienza odierna in camera di consiglio allo scopo di poter depositare documentazione a sostegno della proposta di soluzioni alternative rispetto alla richiesta di commissariamento", si legge in una nota. E la richiesta è stata accolta.

Nell'ambito dell'udienza Telecom Italia Sparkle, che ha sospeso cautelativamente tutti i dipendenti indagati, ha anche dato al gip la sua disponibilità ad una riorganizzazione interna che dia maggiori garanzie di vigilanza. I legali della società controllata da Telecom Italia hanno detto che ieri il Cda ha approvato la possibilità di nominare una personalità indipendente che indichi eventuali modifiche alla struttura organizzativa.Esclude ogni responsabilità nella vicenda del presunto maxi-riciclaggio il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia. Di fronte al gip, Aldo Morgigni, che lo ha ascoltato per l'interrogatorio di garanzia nel carcere romano di Regina Coeli, l'ex ad della società di telecomunicazioni "ha escluso di aver responsabilità" e ha ribadito che "Fastweb è vittima". A riferirlo i legale del manager, Pier Maria Corso, lasciando il penitenziario al termine dell'interrogatorio. "L'ho trovato provato ma sereno - ha precisato Corso -. Ovviamente ribadisce la sua fiducia nella giustizia. Si è costituito proprio per chiarire".

Scaglia ha ribadito al gip "che il suo ruolo non era di controllare la singola operazione commerciale e che c'era una struttura incaricata del controllo" e "che lui era convinto che tale struttura funzionasse bene". Durante l'audizione Scaglia non ha tuttavia escluso la possibilità che qualche altro manager di Fastweb sia colpevole dei fatti contestati: "Ha ribadito che per quanto ne sapeva lui, in Fastweb si sono sempre comportati lealmente - ha affermato Corso - ma legge negli atti che qualcuno potrebbe avere commesso degli illeciti. Ne prende atto. Ognuno si assumerà le proprie responsabilita'". Al gip Scaglia ha detto di non avere "mai visto ne conosciuto Gennaro Mokbel (l'imprenditore romano che, secondo gli inquirenti, sarebbe a capo dell'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio) e Carlo Focarelli (l'ideatore, sempre secondo i pm, della truffa da 365 milioni ai danni del fisco). "Focarelli era un consulente esterno a Fastweb con cui ha avuto dei contatti"., ha precisato.

Durante l'interrogatorio il fondatore di Fastweb ha inoltre escluso che vi sia stata da parte di Fastweb un'evasione dell'Iva, ribadendo che "il comportamento della società è sempre stato corretto". Quanto alle truffe telefoniche contestate dai pm, Scaglia ha fatto presente che "a quanto risulta dalle macchine di rilevazione della società i servizi forniti sono stati effettivi, il traffico era effettivo". Il legale ha chiesto al gip la revoca degli arresti per il loro assistito e, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari.

02 Marzo 2010