Spettro, la Ue torna alla carica. E chiama a raccolta l'industria

FREQUENZE

La Commissione Ue indice una consultazione pubblica. E punta a nuove regole per l'uso ottimale delle onde radio

di Roberta Chiti
Spettro, la Ue torna alla carica. E chiama a raccolta l’industria e i governi per una serie di audizioni che puntano all’elaborazione di nuove regole per l’armonizzazione delle frequenze in Europa.

Mentre negli Stati Uniti si consuma il braccio di ferro tra il regolatore, la Fcc, e le aziende di broadcasting che non intendono cedere (se non a caro prezzo) le frequenze acquistate, sul tema scarsità di onde radio l’Europa si rimbocca di nuovo le maniche dopo esser stata costretta a cedere la gestione agli Stati. E si prepara a dar battaglia, a cominciare dalla porzione di banda (dai 790 ai 862 MHz) che la Commissione Ue ha assegnato, a novembre 2009, ai servizi di tlc mobili. Prossimo appuntamento, con aziende e governi, un summit e una serie di audizioni già ipreviste entro 9 aprile. I pareri saranno inseriti nella proposta finale della Commissione, che dovrebbe prendere forma entro la fine dell'estate.

Ma se negli Usa i grandi broadcaster non cedono sulle frequenze, la guerra è simile anche in Europa dove, finora, la transizione al digitale terrestre non ha dato i frutti sperati. E lo spettro disponibile spesso provoca interferenze in applicazioni e servizi che contribuiscono per circa 300 miliardi di euro al prodotto interno lordo europeo. Mentre un uso ottimale dello spettro consentirebbe di stimolare l'innovazione e aiutare l'Ua a fornire l’accesso universale a banda larga previsto entro il 2013 su tutto il territorio.

La Commissione Ue ha elaborato dunque una serie di domande da rivolgere ai governi e alle aziende: sono sufficienti le frequenze attualmente disponibili per i servizi di Internet a banda larga, considerando che la Ue vuole coprire l’intero territorio entro il 2013? Qual è l’uso ottimale dello spettro da parte delle Pmi? Fino a che punto una gestione delle spettro coerente può avvantaggiare lo sviluppo di servizi paneuropei? Serve che la Ue adotti adottare ulteriori provvedimenti per garantire che le frequenze liberate dalle tv con il passaggio al digitale (il “dividendo digitale”) vengano assegnati ad altre tecnologie, Internet wireless in particolare?
"La consultazione - dice l’esecutivo Ue in una nota - ci aiuterà a elaborare un programma di politiche dello spettro radio da presentare entro la prima metà del 2010 al Parlamento e al Consiglio europeo".

In realtà gli Stati hanno totale autonomia sulla gestione dello spettro. Il che, dice la Ue, pone più di un ostacolo allo sviluppo del mercato interno, in particolare per le Tlc. "Non ha senso rinunciare a un coordinamento - dicono dalla Commissione -. L'idea è quella di introdurre una maggiore coerenza anche se l'immissione di frequenze sul mercato rimane una decisione tipicamente nazionale".

05 Marzo 2010