Gubitosi: "Cooperazione fra Tlc per ridurre i costi"

WIND

Secondo l'Ad di Wind "in futuro aumenterà la collaborazione tra operatori per la creazione di società infrastrutturali nel fisso e nel mobile”

di Patrizia Licata
Come rilanciare le Tlc in Italia? La crisi non aiuta, ma il settore è “stabile e pieno di opportunità, perché ai servizi più tradizionali si aggiungeranno quelli a più alto valore aggiunto”. Parola di Luigi Gubitosi, il manager alla guida di Wind dal luglio 2005, che ha portato la società telefonica a margini reddituali in progressivo miglioramento, raggiungendo a settembre 18 milioni di clienti nel mobile e 2 nel fisso. “Ma occorre anche considerare che il settore è interessato da una tendenza di lungo periodo al calo dei prezzi, dovuta a costi fissi alti e costi variabili bassi”, aggiunge l’Ad, intervistato da Il Sole 24 Ore. “In queste condizioni è inevitabile che si vada verso un consolidamento: quando e come è difficile da prevedere, ma è certo che prima ci sarà una spinta a collaborare per ridurre i costi”.

Insomma, secondo Gubitosi, in futuro assisteremo a un aumento di collaborazione tra operatori e alla creazione di società infrastrutturali, sia nel fisso che nel mobile. “Nel mobile auspico da tempo lo sviluppo delle tower company. Nel fisso la questione è più complessa perché gran parte dell’infrastruttura è in mano a Telecom. Prima o poi sarà utile per tutti immaginare un sistema che permetta di condividere i costi”, dice. “Si sta formando un certo consenso per dotare il Paese di un’infrastruttura di rete comune e aperta. Questa è la soluzione migliore per il consumatore. Per l’incumbent non dovrebbe cambiare molto, dal momento che dovrebbe comunque applicare gli stessi prezzi alla propria divisione retail e agli altri operatori”. Società della rete, dunque? “Sì, ritengo più semplice realizzare un modello di sistema in cui Telecom avrebbe la quota più importante ma a cui parteciperebbero altre entità pubbliche e private. Mantenere lo status quo mi sembrerebbe invece una scelta poco felice”.

In questa direzione oggi lavora già Open Access, che per Gubitosi è un primo passo, “ma non esaustivo: ci dovrebbe essere maggior chiarezza sui costi che stanno alla base delle tariffe che Telecom applica agli altri operatori”. Quanto agli investimenti in fibra ottica necessari al nostro Paese, secondo l’Ad di Wind “è stato controproducente aumentare le tariffe di unbundling per la rete in rame, perché così si disincentiva l’investimento in fibra. Andrebbe fatto l’opposto. Se ci sono le condizioni, noi siamo disponibili a investire. Stiamo già programmando esperimenti in proprio per cablare città di medie dimensioni”.

Ed è questo che farà ripartire le tlc? “Il settore, raggiunta una fase di sostanziale maturità, nel breve più che dalle nuove tecnologie sarà influenzato dalle nuove applicazioni”, risponde Gubitosi. “La novità è costituita dall’ingresso di attori come Apple o Google, che stimolano nuovi utilizzi grazie agli smartphone”. Ma se la torta è la stessa, le fette di restringono. “Ci stiamo avvicinando al modello delle utility. Quello delle tlc resta un settore vivace, ma non si può pensare di risolvere tutti i problemi con la crescita, occorre intervenire anche sui costi e altri fattori, come la distribuzione e l’attenzione al cliente”.

11 Marzo 2010