Italtel, sciopero di otto ore. I sindacati: sospendere la Cig

ITALTEL

Fiom, Fim e Uilm chiedono l'attivazione di contratti di solidarietà. "Serve un incontro con lo Sviluppo economico per discutere il piano industriale"

di Federica Meta
Otto ore di sciopero e manifestazione nazionale dei lavoratori del Gruppo Italtel a Castelletto. Le hanno decise i sindacati per il prossimo lunedì 15 a seguito dell’incontro dell’8 marzo tra Italtel e ministero del Lavoro per la procedura di Cassa integrazione straordinaria.

“In tale incontro - spiegano i sindacati di categoria in una nota congiunta - come Fim, Fiom, Uilm abbiamo ribadito, anche ai funzionari del Governo, che la vicenda non può essere discussa al ministero Lavoro senza affrontare al ministero dello Sviluppo Economico il nodo delle prospettive e del piano industriale di Italtel e gli interventi da noi richiesti allo stesso Mise nei confronti delle banche, della Telecom e sugli assetti societari, con l'eventuale ingresso di capitale pubblico”.

Fim, Fiom, Uilm, rispetto ai 400 esuberi confermati dall'azienda, hanno ribadito “la loro totale contrarietà all'utilizzo di ammortizzatori sociali come la Cig a zero ore che individuano un bacino - grande o piccolo ha poca importanza - di lavoratori e lavoratrici non più graditi” e hanno riproposto “come soluzione utile ad affrontare il vero problema impellente di riduzione costi a fronte del calo di fatturato, l'estensione e la rimodulazione dei Contratti di solidarietà (Cds) oggi già in essere in Italtel”.

“Sappiamo bene che la procedura di Cigs aperta dall'azienda scade il 16 marzo e, proprio per consentire un confronto vero e di prospettiva, si è chiesto di sospendere la scadenza della procedura. Il Ministero si è associato a questa nostra richiesta – proseguono -. Ebbene, i rappresentanti dell'Azienda hanno risposto negativamente alla richiesta di sospensione della scadenza e hanno ribadito che i Contratti di solidarietà possono essere solo a corollario della Cigs a zero ore perchè lo strumento del CdS non corrisponde alla necessità di individuare i lavoratori da licenziare. E' evidente che ci si trova di fronte ad un management aziendale che ha deciso di ridurre l'occupazione con le modalità piu' brutali, per di piu' senza aver mai dichiarato di avere un compiuto e credibile progetto di rilancio dell'impresa”.

Per i sindacati “è anche chiaro che le Istituzioni nazionali e locali, a partire dal Governo e dalle Regioni in cui Italtel è collocata, devono fare la loro parte fino in fondo, anche attraverso il rilancio di investimenti pubblici nel settore delle Tlc”.
Per queste ragioni Fim, Fiom, Uilm nazionali, oltre a sollecitare l'incontro al ministero dello Sviluppo economico con la presenza delle Regioni interessate “proclamano per lunedì 15 marzo 8 ore di sciopero con manifestazione nazionale dei dipendenti di tutto il Gruppo a Castelletto (Milano). Il sindacato, le lavoratrici e i lavoratori non si rassegnano e vogliono impedire che vengano distrutte le tante professionalità e il futuro di Italtel”.

11 Marzo 2010