Fastweb: "Già licenziati i due dirigenti corrotti"

L'INCHIESTA SUL RICICLAGGIO

La replica dell'azienda al senatore Di Girolamo che nel corso dell'interrogatorio ha fatto i nomi di Crudele e Zito (ex manager di Fastweb) e di Mazzitelli, Comito e Catanzariti per Sparkle. "Sapevano dell'illiceità delle operazioni. A loro una parte del profitto della frode""

di Federica Meta
I due dipendenti Fastweb che, secondo quanto dichiarato da Nicola Di Girolamo davanti ai pm, erano a conoscenza dell’illiceità, sono stati licenziati. A sottolinearlo una nota diffusa da Fastweb. L’allontanamento di Giuseppe Crudele e Bruno Zito - questi i nomi dei due manager coinvolti nell’inchiesta su frode e riciclaggio - era già stato annunciato dall’Ad di Fastweb nella conferenza stampa dello scorso 24 febbraio.

Durante l’interrogatorio del 9 marzo, oltre a Zito e Crudele per Fastweb, Di Girolamo fa i nomi di Stefano Mazzitelli, l'ex responsabile dell'Area regioni europee, Massimo Comito, e l'ex responsabile del Carrier sales Italy, Antonio Catanzariti, per Telecom Italia Sparkle (Tis). Questi manager sarebbero le persone con cui Carlo Focarelli (la mente finanziaria della truffa da 365 milioni ai danni del fisco, secondo gli inquirenti, ndr) diceva di avere contatti operativi per le operazioni di traffico telefonico "ed immagino proprio - ha detto - che fossero a conoscenza della illiceità delle operazioni”.

Nel verbale dell'interrogatorio, in relazione all'operazione “Traffico telefonico” Di Girolamo afferma: "All'interno di Fastweb e Tis vi erano dirigenti ben consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse some di denaro frutto dell'attività illecita attraverso il meccanismo della frode dell'Iva". Per l'ex senatore del Pdl "queste operazioni consentivano alle società telefoniche di aumentare in maniera rilevante il fatturato e di avere dei margini apparentemente legali di guadagno che giustificavano commercialmente le operazioni stesse". Quanto all'operazione “Phuncard”, l’ex senatore spiega ai pm che sa del coinvolgimento di dirigenti Fastweb di cui però dice di non conoscere i nomi.

I dirigenti sapevano, “erano consapevoli delle illiceità delle operazioni”. Operazioni che –-si legge nel verbale dell’interrogatorio “dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto dell' attività illecita attraverso il meccanismo della frode dell' Iva”. Di Girolamo ha anche parlato del suo “compenso” per il lavoro reso la gruppo capeggiato da Gennaro Mokbel. “In realtà - precisa l'ex senatore - secondo la decisione di Gennaro Mokbel di tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni in una Holding costituita a Singapore, la società contenitrice Runa, la somma di 2,5 milioni. Mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di 1,5 milioni che mi è pervenuta sulla società Gis”.

Per quanto riguarda la cifra totale della truffa all'Iva, invece, si aggirava “sostanzialmente intorno ai 360 milioni di euro”.
“Di tale somma – continua il verbale - a dire del Mokbel, circa 140 milioni erano divisi tra il cosiddetto 'gruppo Mokbel', il cosiddetto 'gruppo Focarelli' ed il cosiddetto 'gruppo degli inglesi'. La restante parte, depurata dei costi di gestione dell'intera operazione e dal profitto apparentemente lecito che doveva essere 'guadagnato' dalle società - che altrimenti non avrebbero avuto ragione di effettuare quelle medesime operazioni commerciali - era il profitto illecito dei dirigenti delle società telefoniche Fastweb e Telecom Italia Sparkle direttamente coinvolti nelle frodi”.

Di Girolamo afferma di non essere in grado di precisare “le modalità di divisione e di erogazione di tali somme illecite che spettavano ai dirigenti delle società telefoniche”. Infine l'ex senatore ricostruisce la struttura dell'organizzazione criminale: 'ideatore delle operazioni sotto il profilo tecnico e delle relazioni all'interno delle società telefoniche era l'imprenditore Carlo Focarelli il quale, per la compiuta realizzazione delle stesse, necessitava del Mokbel per la predisposizione degli assetti societari e personali necessari alle frodi e al reimpiego”.

12 Marzo 2010