I figli saltano la scuola? Ve lo dirà una app

EDUCAZIONE 2.0

Negli Usa esplode il mercato dei software per sapere se i ragazzi sono in classe e conoscerne le performance scolastiche. In Europa la legge sulla privacy è un ostacolo. Metà delle scuole italiane usa sms e mail per notificare le assenze ai genitori

di Antonio Dini
scuola

“Signora, suo figlio oggi non è venuto a scuola”. La telefonata a casa dei docenti è il vero terrore di ogni studente che alle superiori “salta” le lezioni senza dire niente ai genitori, falsificando poi la giustificazione. Un terrore che oggi rischia di diventare una certezza grazie (o malgrado) a una app.

Negli Stati Uniti sta infatti spopolando una serie di software che monitorano la presenza dei ragazzi a scuola, segnalando alle famiglie quando una giornata salta o anche se lo studente arriva in ritardo mandando un messaggio allo smartphone dei genitori. Ne parla addirittura il New York Times in un articolo che racconta la storia di una insegnante di scienze di una scuola d’arte di Harlem, Etta Covington, insegnante di scienze della Wadleigh Secondary School for the Performing and Visual Arts

L’insegnante nel corso della sua carriera ha visto un buon numero di studenti prendere “la cattiva strada”: ritardi, uscite anticipate, intere giornate che saltano. Spesso con esiti nefasti: espulsioni, abbandoni, bocciature. Qui, racconta il New York Times, entra in gioco Kinvolved, una app specializzata nel servizio di notifica in tempo reale per genitori se i figli sono a scuola oppure no. Una soluzione semplice, anche se tecnicamente complessa (devono essere messi in rete i rilevamenti delle presenze, deve essere garantito un meccanismo sicuro e la possibilità per i genitori di scegliere di non partecipare o comunque di modificare gli estremi del servizio).

L’articolo del grande quotidiano statunitense è uno dei primi a rendere conto di una tendenza che sta rivoluzionando il modo con il quale genitori e insegnanti si relazionano a scuola. È nato infatti sia un insieme di strumenti per la comunicazione immediata che veri e propri tool di business intelligence e analitici applicati alla vita scolastica dei figli: grafici e diagrammi con la partecipazione dei ragazzi alle lezioni, tempo passato per ciascuna classe, durata delle esercitazioni, tempi di svolgimento e consegna dei compiti in classe. La performance scolastica, cioè, in un modo completamente diverso da come se la ricordano i genitori vissuti ai tempi della scuola analogica.

“C’è un sacco di nuova tecnologia – dice Patricia Greenfield, professoressa di psicologia all’Università della California di Los Angeles - a partire dai telefoni cellulari che hanno messo fuori gioco i genitori nella socializzazione dei figli, aumentando il peso delle reti di pari. Questo tipo di soluzioni per il monitoraggio aiuta in modo costruttivo a restituire un po’ di peso alla capacità dei genitori di guidare la socializzazione dei propri figli”.

In Italia e in molti altri paesi europei le cose sono diverse: l’uso di queste soluzioni “fai da te” offerte da terze parti e utilizzate dalle scuole in completa autonomia è ancora parziale, mentre l’utilizzo di strumenti digitali o comunque di comunicazione a distanza è relativo. Ci sono scuole che segnalano dopo l’appello l’assenza dei ragazzi con email o con sms, ma è frutto di una attività molto analogica e manuale portata avanti dalle segreterie dei presidi.

Altre soluzioni più digitali e complesse sarebbero in realtà a rischio di violazione della privacy e mancano strumenti di certificazione che aiutino a rendere facile l’acquisto da parte delle scuole. Circa la metà della scuole italiane utilizza in ogni caso una qualche forma di comunicazione a distanza per tenere informata la famiglia se non altro sulla effettiva presenza del figlio a scuola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Febbraio 2016

TAG: scuola, istruzione, app

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