Comitato Ngn: "Cremona il modello da seguire"

ULTRABROADBAND

Aemcom ha cablato il 50% delle abitazioni cittadine con una rete fiber-to-the-home di proprietà aperta a tutti gli operatori. Per la posa riutilizzate le infrastrutture del sottosuolo, a partire dalle tubazioni di scorta. Il direttore Paloschi: "Nessun finanziamento pubblico"

di Federica Meta
Aemcom? Un modello da seguire. A pensarla così il Comitato Ngn che considera il modello di sviluppo della banda ultralarga dell’azienda cremonese come esempio da seguire. Modello che ha permesso di sviluppare nella città di Cremona una Next Generation Network con architettura Fiber To The Home (Ftth) cioè arrivando sino alla presa di connessione posta nelle case degli utenti.

“A Cremona è stato implementato anche nel settore delle Tlc un modello che prevede la netta separazione tra infrastrutture abilitanti e servizi commerciali, in accordo con l’assetto già in uso per gli altri servizi di pubblica utilità – spiega Andrea Pasquali, presidente Aemcom -. Le infrastrutture di telecomunicazioni abilitanti, cioè fibra ottica e tralicci a supporto della copertura wireless, sono un asset del territorio, sottratto a logiche di mercato perché di proprietà della società patrimoniale mentre la fornitura dei servizi commerciali può essere operata da una molteplicità di soggetti, tra cui la stessa Aemcom, anche in competizione tra loro".
Grazie alla nuova rete la città lombarda è dotata di circa 200 km di rete in città e 35 km nell’hinterland per un totale 10.500 km di fibra posata. Nello specifico sono stati sino ad oggi connessi circa 3.200 edifici cioè circa il 50% del totale: attraverso questi punti di accesso, sono ora attivi 5.000 allacci d’utente (privato o business).

“Lo sviluppo della rete è avvenuto senza alcun finanziamento pubblico, attivando tutte le possibili sinergie nell’ambito della gestione del sottosuolo per altri servizi di pubblica utilità – sottolinea Gerardo Paloschi, direttore generale di Aemcom -. È stata realizzata principalmente riutilizzando tubazioni di scorta esistenti. In prevalenza sono stati sfruttati con efficienza i tubi posati per il teleriscaldamento, che copre circa il 50% del territorio comunale. In questo modo l’accesso agli edifici è stato notevolmente semplificato. Il collegamento “verticale” all’utente viene realizzato su richiesta. Questo valore può e deve ancora essere sfruttato appieno ed i costi di collegamento con i nuovi utenti sono ora marginali: un’ulteriore possibilità di crescita commerciale per Aemcom e di servizio per cittadini ed imprese della città”.

16 Marzo 2010