Ariadsl, al vertice un triumvirato provvisorio

STRATEGIE

Lasciano Gilo e Citelli. Alla guida dell'azienda umbra del Wimax tre manager targati Goldman Sachs. In attesa di un un aumento di capitale e dei nuovi vertici gestionali

di Patrizia Licata
Per la società umbra del wi-max Ariadsl è stata una combattuta assemblea societaria a cambiare le carte in tavola e a sancire un cambio ai vertici che ha soddisfatto gli azionisti. I soci hanno allontanato David Gilo, ex banchiere di Goldman Sachs, fino ad allora vera anima dell’azienda e presidente del cda, e deciso di mettere al vertice di Ariadsl Abraham Morris, banchiere di Goldman Sachs, Christian De Conti e l’argentino Gonzalo de Lussarreta. A questo punto, in base a quanto ricostruito da MF, gli azionisti della scatola di controllo olandese hanno deciso di riavviare i motori di Ariadsl con iniezioni di capitale graduali in modo da far ripartire anche il finanziamento bancario.

A quella fatidica assemblea del cda, lo scorso 5 febbraio, secondo MF, Gilo ha partecipato solo in audioconferenza, mentre la presidenza è stata assunta dall’amministratore delegato Mario Citelli. L’assise non aveva un ordine del giorno, ma Citelli ha proposto di deliberare sulla revoca per giusta causa dello stesso Gilo e dimissioni sue e del consigliere Andrea Rossi.

La storia della società umbra è caratterizzata da piani ambiziosi e intricate vicissitudini. Da Todi, Ariadsl aveva lanciato la sfida ai big delle telecomunicazioni, con l’idea di arrivare, usando la tecnologia wi-max per la banda larga senza fili, dove Telecom e gli altri non offrivano servizi. Ma dopo aver comprato all’asta per 50 milioni il diritto a usare le frequenze wi-max su quasi tutto il territorio nazionale, l’azienda non è riuscita a decollare. Il culmine della crisi è arrivato alla fine dello scorso anno, quando Ariadsl ha subito il blocco dei pagamenti.

La società, guidata ancora da Davidi Gilo, aveva ottenuto una linea di credito di 75 milioni di Unicredit, legata però a una nuova iniezione di mezzi freschi per una quarantina di milioni da parte dei soci. Ma i fondi di Goldman e la russa Icon, i due principali soci di Ariadsl bv (la scatola olandese che controlla l’operatore wi-max italiano), hanno frenato sulla ricapitalizzazione. E’ stata questa decisione a mettere in crisi i rapporti tra Gilo e i partner ai quali il banchiere italo-israeliano aveva venduto nel 2008 le quote di Ariadsl e a portare alla “defenestrazione” del 5 febbraio.

Con la nuova infusione di capitali, la società sarà probabilmente in grado di rimettersi in marcia e rispettare gli obblighi di copertura imposti dal bando. La scadenza per completare la rete di antenne è fissata per la fine dell’anno – una vera “corsa contro il tempo”, scrive MF. Ariadsl ha scelto come advisor finanziario Ubaldo Livolsi, ex amministratore delegato Finivest, mai entrato, sembra, aggiunge il quotidiano finanziario, nel board della scatola di controllo olandese. “Così come non è mai stato ufficializzato il ruolo dell’ex Ad di Telecom Riccardo Ruggiero, spesso indicato come consulente di Ariadsl. Sarebbe stato proprio Ruggiero a portare in dote l’accordo tra la società del wi-max e Telecom Italia per condividere gli investimenti nel wimax, accordi finiti sul tavolo di Antitrust e Agcom”.

16 Marzo 2010