Colaninno: il debito Telecom non l'ho fatto io

L'EX PRESIDENTE

"All'epoca dell'Opas su Olivetti il debito Telecom era largamente inferiore a quello dei competitori europei - scrive in una lettera pubblicata su "Libero" l'ex presidente di TI -: ed era perfettamente sostenibile dalla cassa generata dal gruppo"

di Federica Meta
I debiti Telecom non li ho fatti io. Potrebbe essere riassunta così la lettera che Roberto Colaninno, attuale presidente Alitalia ed ex presidente Telecom Italia, ha inviato al quotidiano “Libero”, in risposta all’articolo-ricostruzione a firma di Davide Giacalone, in merito alla vicenda dell'Opas lanciata da Olivetti su Telecom nel 1999.

A detta di Colaninno l’Opas “non rappresentò soltanto la più grande operazione di questo tipo mai realizzata in Italia e una delle principali effettuate a livello globale, ma anche lo strumento per realizzare uno straordinario progetto industriale nell'interesse di Olivetti, di Telecom, del Paese".

"A differenza degli altri passaggi di proprietà del gruppo telefonico, l'offerta di Olivetti si rivolse a tutti gli azionisti ordinari di Telecom Italia – prosegue la lettera Colaninno - dando loro la possibilità di incassare un premio rilevante rispetto alle
quotazioni".  "Quanto al debito - continua il manager, desidero ribadire con forza che l'Opas non portò indebitamento su Telecom Italia".

Ma il dato fondamentale sarebbe un altro. "Il debito di Telecom all'epoca, era largamente inferiore a quello dei competitori europei ed era perfettamente sostenibile dalla cassa generata dal gruppo – sottolinea -. Nessuno chiese sponsorizzazioni politiche o istituzionali, non fanno parte della mia etica. Voglio ribadire per l'ennesima volta, inoltre che non ho mai posseduto azioni di qualsivoglia società lussemburghese. I frutti di queste e di tutte le mie operazioni sono sempre rimasti in Italia e hanno generato ingenti imposte per l'erario".

"Per l'ultima volta mi auguro, dunque, di non leggere più illazioni circa un mio presunto coinvolgimento in Oak Fund", e nel
rimandare ad alcuni articoli di stampa "che hanno chiarito in modo netto le realtà patrimoniali di questo fondo" Colaninno fa
riferimento in particolare a un'intervista di Mario Gerevini a Giorgio Magnoni, pubblicata dal Corriere della sera il 24 luglio 2008, "in cui lo stesso Magnoni dichiara di essere il gestore dell'Oak Fund, nonché a numerosi articoli pubblicati dai principali quotidiani che hanno indicato l'ex azionista Campari, Antonio Rossi come il sottoscrittore del fondo".

16 Marzo 2010