Broadband grande assente dal decreto incentivi

IL CDM

"Bonus" da 20 milioni per i giovani che attivano nuove linee Adsl nel provvedimento approvato dal Cdm. Il ministro Scajola: "Il broadband sarà finanziato dal Cipe". Pileri (Csit): "Serve una politica strutturale di stimolo all'innovazione"

di Federica Meta
È la banda larga la grande assente del decreto legge sugli incentivi votato dal Consiglio dei ministri di oggi. Il decreto, che sarà operativo dal 6 aprile, prevede un pacchetto di misure a sostegno dell’economia produttiva per 420 milioni di euro: 300 milioni gli incentivi al rilancio dei consumi mentre i restanti 120 milioni sono sgravi fiscali e altri interventi (70 milioni al tessile e 50 alla cantieristica e l’emittenza privata). Ma nessuna traccia all'interno del provvedimento dello sblocco dei Fondi Fas destinati alle infrastrutture Tlc (350 milioni di euro) di cui si parlava fino a pochi giorni fa.

''Abbiamo fatto un decreto legge sugli incentivi al consumo e sulle crisi industriali - spiega il ministro alla Sviluppo economico -. La banda larga è una spesa di investimento che finanzieremo con il Cipe, ma è un'altra cosa".

Per quanto riguarda l’Ict il provvedimento include 20 milioni di euro di bonus Internet veloce dedicato ai giovani. ''Supportiamo Internet veloce per i giovani con un bonus per permettere una diffusione maggiore di questo strumento essenziale - puntualizza Scajola.

“Il bonus per l'incentivazione degli abbonamenti alle linee veloci di connessione a Internet - gli fa eco Brunetta - è uno strumento importante per l'ulteriore diffusione dell'utilizzo della Rete che ho proposto e per il quale mi sono speso con decisione insieme alla collega delle Politiche giovanili Giorgia Meloni”.

Soddisfatta il ministro Meloni: ''Con il bonus Internet il Governo ribadisce la sua attenzione ai giovani e allo sviluppo, creando opportunità reali nonostante il periodo di crisi, e lavora concretamente per colmare quel gap tecnologico che fino a oggi ha sensibilmente ridotto le opportunità di sviluppo e crescita dei giovani italiani rispetto ai loro coetanei europei - spiega -. Internet è lo strumento attraverso il quale i giovani italiani non solo hanno la possibilità di conoscere il mondo, ma anche di entrare a farne parte come protagonisti, raggiungendo luoghi, persone e idee dai quali altrimenti le distanze fisiche li separerebbero irrimediabilmente''. ''Inoltre in un periodo di crisi come quello dal quale ci stiamo finalmente riprendendo - conclude - garantire ai nostri giovani l'accesso veloce alla rete significa consegnare loro una carta vincente per concretizzare progetti, idee e creatività in grandi opportunità di realizzazione professionale e sociale, in Italia quanto all'estero''.

La reazione di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici è di "delusione ma anche di aspettative".
“Siamo consapevoli della scarsità di risorse disponibili - chiarisce il presidente Stefano Pileri – ma francamente ci aspettavamo una misura che contenesse un primo nucleo di exit strategy dalla crisi, invece ci si è indirizzati, ancora una volta, verso provvedimenti tampone o comunque dal respiro corto. Alcuni di questi sono necessari per affrontare situazioni di emergenza, altri sono senz’altro apprezzabili per la novità positiva che rappresentano, come il bonus destinato ai giovani per accedere a Internet veloce, ma temiamo che con misure di questa natura si riuscirà a seminare ben poco sulla strada della crescita economica.”

Nel lungo iter di gestazione del decreto, Csit ha avuto modo di presentare al Governo una serie di proposte di stimolo per l’Ict.
“Ci siamo sforzati di offrire un contributo concreto e realistico per aumentare il potenziale di crescita del Paese - precisa Pileri- obiettivo che non può essere perseguito senza la ripresa degli investimenti nell’innovazione Ict e senza un programma concreto di infrastrutture per la banda larga. Ora, dopo gli interventi per far ripartire i consumi in settori manifatturieri in crisi, sarebbe opportuna la messa in campo di una politica strutturale per stimolare i settori dell’innovazione. Che non vuol dire mettere immediatamente mano al portafoglio pubblico. Si può considerare una partenza con riforme a costo zero, come la liberalizzazione dei servizi di rilevanza economica, la limitazione dell’in house e l’aumento degli spazi di concorrenza, la semplificazione delle procedure amministrative, l’utilizzo più efficace delle risorse già disponibili, la razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica. Riforme destinate che farebbero da volano allo sviluppo di nuovi mercati legati ai processi di modernizzazione del Paese, in cui sono cruciali le innovazioni organizzative e Ict”.

Delusione anche da parte del Pd che per bocca del responsabile alle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, sottolinea che "il mini-decreto incentivi è un'altra occasione perduta dal governo sulla banda larga".
"E' stato infatti cancellato il primo stralcio di 300 degli 800 milioni per l'accesso a Internet presente nelle prime versioni del decreto - precisa Gentiloni -. Bocciate dal Tesoro anche le misure a favore dei cantieri per la fibra ottica e della banda larga mobile".
"Alla fine è rimasto solo un contributo simbolico di 20 milioni per promuovere la domanda di connessione a Internet. Troppo poco", conclude -. Un topolino dopo la montagna promessa un anno fa dal viceministro Romani che resta, purtroppo, sulla carta nonostante i ripetuti appelli bipartisan del Parlamento. Un governo ossessionato dalla televisione continua a ignorare il diritto dei cittadini all'accesso a Internet".

19 Marzo 2010