In Italia le telco già all'opera

FOCUS/3

Obiettivo: fornire a sviluppatori e vendor le capability per rendere le soluzioni più fruibili

di Caterina Visco
Quello delle applicazioni per telefoni cellulari è un mercato che in pochi anni supererà i 20 miliardi di dollari. A questo punto gli operatori devono decidere quale fetta si vogliono aggiudicare e come. Di certo intendono tutti approfittare dell’aumento del traffico e dell’uso di internet in mobilità generato dalle applicazioni. E nessuno vuole semplicemente stare a guardare.

Per 3 Italia il mercato delle applicazioni non è nuovo. “Siamo partiti nel 2007 con x-series, oggi “3 internet mobile”: i nostri clienti potevano accedere a uno store e scaricare dai loro videofonini contenuti e applicazioni legate al web 2.0, utilizzabili anche con telefoni low-cost”, racconta Federico Karrer, Data & Vas Director dell’azienda. In casa 3, inoltre, non sarebbe una novità neanche ideare e sviluppare applicazioni legate a propri servizi da pubblicare poi su cataloghi esterni. È il caso, per esempio, di  “mobile 3tv”, applicazione che permette di guardare la tv digitale mobile di 3 Italia sull’iPhone. Presto arriverà l’aggiornamento che alla tv affiancherà anche contenuti video on demand e potrebbero anche arrivare app tutte nuove. “Sempre che esista una massa critica interessante, ovvero se si prospetta la possibilità di raggiungere una fetta significativa di utenti”, puntualizza Karrer.

Di un catalogo proprio al momento non si parla, né si pensa di entrare in competizione su questo terreno con Apple, Nokia o Microsoft. Meglio offrire a chi sviluppa e vende le applicazioni le capability di un operatore, che permettono maggiore diffusione e semplicità di uso delle applicazioni.
La competizione diretta non interessa neanche Wind, parola di Antonio Converti, direttore di Portal and Vas dell’azienda: “La nostra strategia è orientata al mobile web. Esiste un mondo di contenuti e servizi disponibili via web e visto che il mercato dei dispositivi va verso smartphone dotati di browser sempre più vicini a quelli di un pc, sfrutteremo questo mondo”. Tuttavia, spiega Converti, ci vuole un valore aggiunto, un web più intelligente e lì intende agire Wind: facilitare le operazioni di billing o fornire agli sviluppatori informazioni sul cliente per il profiling e la customizzazione dei servizi.
Quella della billing integration per applicazioni sviluppate da terzi è una strategia prevista anche da Tim: “Il mercato Usa è abituato a usare le carte di credito per simili pagamenti, in Italia invece il consumatore è più restio e preferisce poter pagare attraverso l’operatore”, spiega Antonio Baldassarra, Responsabile Mobile Broadband e Vas di Telecom Italia. I clienti possono usufruire di applicazioni come il servizio di instant messaging, quello di e-mail e “Tim Mobile speak” (applicazione  destinata a non vedenti), ma presto avranno a disposizione un intero appstore. “Vogliamo offrire ai nostri clienti una user experience modello Internet e quindi la libertà di scegliere tra le nostre applicazioni e quelle offerte dai cataloghi delle manifatturiere, fornendo per le applicazioni a pagamento la possibilità di utilizzare anche il credito residuo del telefonino sia per le nostre sia per quelle degli altri application store”, commenta Baldassarra. Quindi lo shop di Tim andrebbe ad affiancarsi a quelli della case costruttrici.

Chi invece, oltre a garantire le funzionalità di un operatore alle applicazioni delle manufatturiere, potrebbe rappresentare un’alternativa allo store di Steve Jobs è la suite Vodafone360, che presenta un negozio da oltre 7.000 applicazioni. Del resto Vodafone è un gruppo internazionale, in grado di lanciare una piattaforma di applicazioni in tutto il mondo ottimizzando gli investimenti. La suite per ora è stata lanciata in Italia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo Spagna e Gran Bretagna e, nel corso del 2010, arriverà anche in altri Paesi tra cui India, Nuova Zelanda, Romania, Turchia, Sud Africa, Francia e Russia. La caratteristica principale dell’app shop di Vodafone è l’universalità. “Il nostro store si basa su una piattaforma aperta, fruibile da qualunque cliente su un’ampia gamma di telefoni e con diversi sistemi operativi. Questo vuol dire che le nostre applicazioni possono essere usate dal cliente indipendentemente dal dispositivo”, sottolinea Vittorio Veltroni direttore del Vodafone Internet Service in Italia. 

La ricerca della trasversalità e dell’universalità delle applicazioni è anche l’obiettivo della Wholesale application community, consorzio di 24 operatori tlc mondiali che, insieme a Lg, Samsung e Sony, lavorerà proprio in questa direzione. Tra i 24 ci sono anche Wind, Vodafone e Telecom Italia.

22 Marzo 2010