Scioperano gli informatici Telecom. I sindacati: "Serve un confronto prima del Cda"

SCIOPERO TELECOM ITALIA

In piazza il 90% dei lavoratori per protestare contro la riorganizzazione delle IT Operations: si gioca il destino di 2200 lavoratori

di Federica Meta
Adesione al 90% degli informatici di Telecom Italia allo sciopero indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil per protestare contro la riorganizzazione le attività IT che, stando ai piani dell’operatore, dovranno confluire nella controllata Shared service center (Scc). Il ramo d’azienda IT Operations impiega 2200 persone, 600 dei quali solo nel Lazio e gli altri dislocati a Milano e provincia e poi a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Foggia, Messina, Napoli, Padova, Palermo, Torino, Trento e Venezia.

“Lo sciopero in Telecom è riuscito e i lavoratori hanno dimostrato piena consapevolezza che al destino dell'informatica è legato quello più generale della parte industriale dell'azienda - commenta Emilio Miceli segretario generale Slc/Cgil -. È chiaro che il tema dell'informatica assume anche un peso politico e chiama in causa sia la responsabilità del governo che del regolatore. A mio parere è in atto è in atto un preoccupante processo di dissolvenza del più grande operatore italiano di Tlc. Ed è un primo scellerato effetto della ostinazione del Governo e degli altri operatori di Tlc di giungere allo scorporo della rete”.

Soddisfatta del risultato anche la Cisl. Che chiede all’azienda un confronto immediato anche in visat del Cda previsto per giovedì 25.. “Chiediamo all'azienda Telecom di convocare immediatamente il sindacato dopo il Cda per esaminare il piano e verificare, così, quanti e quali investimenti intende fare per rafforzare la rete e sviluppare la capacità di incrementare il suo ruolo sul mercato internazionale - precisa Annamaria Furlan, Segretario confederale della Cisl in vista della riunione del consiglio di amministrazione convocata per giovedì prossimo. In questo momento di crisi si ha bisogno più che mai che un'azienda leader come Telecom, rafforzi la sua presenza sul mercato italiano ed internazionale e la qualità dell'offerta. Siamo stupiti delle indiscrezioni apparse in questi giorni sui giornali sulla presenza di possibili esuberi e riteniamo, invece, che ci si bisogno di investire nelle risorse umane e nella professionalità dei lavoratori”.

A preoccupare sindacati e lavoratoti, oltre all’esternalizzazione dell’IT, c’è anche il piano industriale che, stando alle indiscrezioni di questi giorni, potrebbe contenere ulteriori tagli all’organico.
“In Telecom non esiste il problema del costo del lavoro – sottolinea Miceli - è assolutamente marginale e tagliarlo non produrrebbe neanche un rimbalzo del titolo in Borsa".

Telecom Italia fa notare tuttavia che il personale passa a una controllata al 100% del gruppo e che ha fermato la cessione di Ssc a un passo dalla firma perché considera il comparto strategico, con la necessità di un punto di riferimento unico per l'intero gruppo. Dichiarazioni che, però, non hanno per rassicurato le organizzazioni dei lavoratori. "Nei prossimi giorni organizzeremo altre proteste", cocnlude Miceli.

23 Marzo 2010