Addio a 30.000 cabine pubbliche: Agcom dice sì alla rimozione

TELECOM ITALIA

Pubblicata la delibera che rivede i criteri di distribuzione sul territorio nazionale dei telefoni pubblici. Telecom Italia può dismettere le cabine "in eccesso"

di Patrizia Licata
Telecom Italia può dismettere le cabine telefoniche che considera ormai in eccesso (30.000 su 130.000), vista l’ampia diffusione dei cellulari: il beneplacito dell’Agcom è stato pubblicato oggi (Delibera n. 31/10/CONS) e scaturisce non solo da un’attenta revisione dei dati forniti dall’azienda telefonica italiana ma anche da un confronto con la situazione degli altri Paesi europei. I cittadini o gli enti interessati hanno comunque facoltà di opporsi alla rimozione, usando un apposito indirizzo di posta elettronica.

L’authority ha decretato che il numero complessivo delle postazioni telefoniche pubbliche (Ptp) esistenti può essere progressivamente ridotto da Telecom Italia, secondo le procedure che seguono: per ogni anno dall’entrata in vigore della delibera (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), possono essere rimosse al massimo 30.000 telefoni pubblici. Con cadenza annuale, entro il 31 dicembre di ogni anno, Telecom dovrà comunicare all’Autorità l’aggiornamento della Banca dati della telefonia pubblica prevista dall’art. 4 della delibera n. 290/01/CONS, sulla base delle operazioni di rimozione e manutenzione effettuate nell’anno di riferimento, e presentare un piano di adeguamento delle postazioni telefoniche pubbliche per l’anno successivo.

Per quanto riguarda la procedura di rimozione, Telecom Italia dovrà sempre affiggere un cartello indicando la data e l’indirizzo email al quale rivolgersi se si vuole “salvare” la cabina (cabinatelefonica@agcom.it della Direzione tutela dei consumatori dell’Autorità), corredato da una sintetica informazione sulla procedura di opposizione alla rimozione. Telecom dovrà anche fornire l’indirizzo del sito Internet dove è consultabile la mappatura aggiornata delle postazioni telefoniche pubbliche sull’intero territorio nazionale, distinte cromaticamente tra attive, rimosse e in fase di rimozione. L’opposizione degli utenti deve essere trasmessa alla Direzione tramite email entro il termine di 30 giorni che decorre dall’affissione del cartello.

Resta fermo che Telecom Italia dovrà mantenere in funzione alcune specifiche cabine pubbliche, per esempio quelle situate dove è proibito l’uso del cellulare, e che gli utenti possono sempre presentare richiesta motivata all’Autorità per l’installazione di nuove postazioni. Inoltre l’azienda deve garantire la funzionalità delle cabine che restano attive, effettuando periodici monitoraggi e ripristinando il funzionamento entro 15 giorni lavorativi dalla rilevazione del guasto.

L’Agcom fissa obiettivi qualitativi per le imprese assoggettate ad obblighi di servizio universale. Tra questi, vi è la fornitura agli utenti finali del servizio di telefonia vocale da una postazione fissa, e, come si legge oggi nella delibera, “il soggetto incaricato a fornire il servizio universale continua ad essere la Società Telecom Italia S.p.A”. Quest’ultima aveva fatto presente all’authority la riduzione progressiva del traffico effettuato dalle cabine pubbliche e evidenziato la possibilità, nel caso di una revisione del numero delle postazioni, di reinvestire le somme risparmiate in manutenzione e qualità delle cabine esistenti. I dati forniti da Telecom attestano, nel periodo dal 2001 al 2008, una riduzione di circa l’88% del numero totale delle conversazioni da postazione fissa e un calo di circa il 90% dei minuti di conversazione.

Con la delibera pubblicata oggi l’Agcom riconosce “il mutamento delle abitudini degli utenti, che utilizzano sempre più la telefonia cellulare in situazioni di mobilità in luogo delle Ptp, nonché la diffusione dei phone center e degli internet points per i cittadini stranieri”. L’authority ha anche realizzato un confronto internazionale sul tema inviando un questionario alle altre Autorità nazionali di regolamentazione facenti parte dell’European Regulators Group (ERG), dal quale è risultato che in tutti i Paesi europei si sta verificando il medesimo effetto di “sostituzione” della telefonia mobile rispetto all’utilizzo delle cabine pubbliche e che per 22 Paesi dell’Unione europea vi è una media, per numero di abitanti, di circa una cabina ogni 1100 persone, mentre in Italia è presente una cabina ogni 450 abitanti circa, con la conseguenza che il nostro Paese è al primo posto in Europa come numero di cabine per abitante, per un totale di circa 130.000 (dati relativi all’anno 2008).

La riduzione del numero delle postazioni esistenti viene dunque riconosciuta in linea non solo con le mutate esigenze dell’utenza, ma anche con gli sviluppi regolamentari europei. L’Autorità si riserva di rivedere il sistema dei criteri previsti nella nuova delibera sulla base dell’evoluzione normativa e di mercato, delle esigenze dell’utenza, dei costi del servizio e delle relative modalità di finanziamento.

24 Marzo 2010