Sul tavolo di Bernabè un dossier "segreto" sul caso Sparkle

L'INCHIESTA SUL RICICLAGGIO

Secondo quanto rivela il quotidiano Libero il vero motivo del rinvio del Cda a metà aprile sarebbe dovuto all'esame di un faldone prodotto da Deloitte secondo cui gli ex vertici dell'azienda erano a conoscenza delle frodi commesse nel periodo 2003-2007

di Patrizia Licata
Dietro la decisione di rinviare l’approvazione dei conti 2009 di Telecom Italia ci sarebbe, secondo Libero, un dossier riservato che da qualche giorno è approdato sulla scrivania dell’amministratore delegato, Franco Bernabè. Un faldone di documenti che la Deloitte, insieme al nuovo amministratore delegato di Telecom Sparkle, Andrea Mangoni, ha raccolto su mandato dell’azionista all’indomani dell’inchiesta della procura di Roma. La Deloitte, riporta Libero, ha acquisito copia della documentazione in mano ai magistrati e scavato a fondo nella sede di corso Italia a Roma anche su tutta la corrispondenza fra il management della controllata e la società madre.

Il compito della struttura di legal account di Deloitte è stato puramente investigativo per offrire all’azionista documenti e analisi sul rapporto fra controllata e controllori che hanno portato ai numeri arresti (da Gennaro Mokbel a Silvio Scaglia fino all’ex amministratore delegato di Telecom Sparkle, Stefano Mazzitelli). Secondo fonti interne al gruppo, il fascicolo, per ora provvisorio, fornirebbe all’azionista elementi anche seri sulla conoscenza fin negli alti vertici di tutto il business operato dalla controllata nel periodo 2003-2007. Non c’è al momento prova schiacciante sulla conoscenza da parte del top management di Telecom Italia di quegli anni anche delle operazioni fittizie servite ad aggiustare i bilanci di Sparkle ma gli indizi non sono pochi, continua il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, e comunque gli elementi essenziali delle operazioni Sparkle sarebbero stati forniti anno per anno alla capogruppo sia in occasione della presentazione dei budget sia come pre-informativa all’approvazione dei bilanci. Ipotesi questa che era stata presa in considerazione anche dalla magistratura, vista l’entità delle somme poste sotto sequestro cautelativo: 298 milioni di euro.

Gli elementi raccolti da Deloitte, su cui viene mantenuto il più rigoroso riserbo, secondo le indiscrezioni raccolte da Libero, porrebbero al nuovo management di Telecom Italia, e quindi a Bernabè e al presidente Gabriele Galateri di Genola, anche l’ipotesi di un’azione di responsabilità nei confronti del management precedente, ovvero il consiglio di amministrazione di cui era presidente Marco Tronchetti Provera con Carlo Buora amministratore delegato.

Il tema è delicato e Libero ammette di non aver trovato conferma ufficiale da parte di Telecom Italia, ma sarebbe anche il dossier “azione di responsabilità” ad aver consigliato a Bernabè e Galateri il rinvio del consiglio di amministrazione della capogruppo. Telecom ha per ora fatto sapere che farà luce con rapidità e determinazione sullo scandalo Sparkle e ha già sospeso gli alti dirigenti coinvolti.

25 Marzo 2010