Internet company, tentazione Borsa. Cinque italiane pensano al listino

MERCATO

Dieci anni dopo la bolla di Internet, e sull'onda del successo del portale della moda Yoox, torna l'interesse per le società del web. Cinque aziende avrebbero già avviato i contatti con le banche, con ipotesi di debutto a fine anno

di Patrizia Licata
Torna l’attrazione tra le dotcom e la Borsa. E se il listino ripartirà con le small cap, saranno le matricole di Internet a fare da apripista, scommettono gli operatori. Lo scoppio della bolla di Internet del 2000 non fa più paura, ma ha anche insegnato una lezione: prima si quotava un’idea, oggi si presentano società con le spalle più larghe. Fra le candidate, riporta il CorrierEconomia, vecchie conoscenze e nuovi volti.

Una in lista d’attesa è la Saldiprivati Born4Shop di Bruno Decker e Gionata Tedeschi: vendite scontate di abbigliamento online su invito, 1,5 milioni di iscritti. La capogruppo Banzai ha fra i soci, al fianco di Paolo Ainio (40%), anche Carlo Micheli (8,6%), figlio di Francesco (ex eBiscom), attraverso la Francesco Micheli Associati, con Marco Drago (3,53%) e Lorenzio Pellicioli (1,77%), rispettivamente presidente e amministratore delegato del gruppo De Agostini. “La Borsa è un’opportunità per aziende in crescita come la nostra”, sottolinea Andrea Di Camillo, amministratore delegato di Banzai. “La valutiamo per il 2011”. Si tratta di un’azienda con dimensioni già di tutto rispetto, 13 milioni di fatturato 2009 che, secondo le previsioni, diventeranno 20 milioni nel 2010.

C’è poi il gruppo svizzero Bravofly, che in Italia ha il sito Volagratis, 3 milioni di utenti al mese e 5 mila biglietti venduti dichiarati al giorno. “Dopo il caso Yoox siamo stati contattati da diverse grandi banche. Si sono rese conto che ci sono poche Internet company quotate in Europa e in Italia”, dice Fabio Cannavale, managing director. “Noi siamo interessati, ma probabilmente ci quoteremmo in Svizzera, dove ha sede il gruppo”.

Pensa all’Italia invece la torinese Bakeka.it di Alessandro Rivetti, che con gli annunci gratuiti online fa concorrenza a eBay: 15 soci privati, 2,8 milioni di fatturato 2009 e 600 mila euro di Ebitda. “Quest’anno porteremo il giro d’affari a 4 milioni”, anticipa Rivetti. “La Borsa è una strada che potremmo valutare per sviluppare nuovi progetti. Il mercato degli annunci sta crescendo, i clienti si stanno spostando dal cartaceo al web”.

Sono infine candidate a Piazza Affari anche la Microgame delle scommesse online, dove è entrato in ottobre il fondo di private equity Monitor Clipper Partners, e la Jobrapido di Vito Lomele, primo motore di ricerca di lavoro in Italia. “Stiamo valutando la quotazione”, dichiara Giulio Valiante, socio fondatore di Jobrapido e investitore nelle aziende web. “Nel silenzio degli ultimi anni sono nate società su Internet di grande efficacia. Si presenteranno sulla linea di partenza della Borsa nei prossimi due anni, con i numeri giusti e i bilanci in ordine”.

29 Marzo 2010