In piazza i lavoratori Italtel: "Unicredit rifinanzi il debito"

CRISI

In ballo 234 milioni di euro per riportare liquidità finanziaria. Stop ai tagli del personale e delle commesse e apertura di un tavolo istituzionale: queste le richieste dei 200 dipendenti che hanno manifestato davanti alla sede milanese dell'Istituto di credito

di Davide Lombardi
Stop ai tagli del personale e delle commesse, rifinanziamento del debito e apertura di un tavolo istituzionale per dare una risposta alla crisi. Sono le richieste dei lavoratori di Italtel, scesi in piazza in 200 stamattina a manifestare davanti alla sede milanese di Unicredit.

E’ un momento difficile per Italtel, che per far fronte alla crisi, (l’azienda è fortemente penalizzata dal calo del fatturato di Telecom), ha annunciato la chiusura della sede romana e altri 400 esuberi che si vanno ad aggiungere ai 450 dichiarati lo scorso anno per il biennio 2009-2010.

Su Italtel, spiegano i manifestanti, pesano 234 milioni di euro di debito e a fine aprile scade un finanziamento bancario che ha proprio Unicredit come capofila. Quindi non è casuale il luogo scelto per la manifestazione. I rappresentanti sindacali riferiscono le aspettative dei manifestanti. “Sollecitare Unicredit al rifinanziamento del debito dell'azienda e aprire un tavolo istituzionale".

Non si è fatta attendere la risposta di Unicredit. "Sono in corso trattative per cercare di giungere rapidamente a un'intesa che preservi al meglio la continuità aziendale della società", fanno sapere dall'istituto bancario. Unicredit inoltre precisa di non aver influito in alcun modo nella redazione del nuovo piano industriale di Italtel. "La redazione di tale nuovo piano purtroppo ha significativamente rallentato il processo di ristrutturazione finanziaria del gruppo, per il quale era già stato raggiunto un accordo di massima lo scorso novembre". Un accordo, fa sapere l'istituto bancario guidato da Alessandro Profumo, che è stato sospeso proprio a causa della decisione di Italtel di rivedere il proprio piano industriale. Dopo il quale Unicredit ha proposto alle banche un nuovo accordo di ristrutturazione, diverso da quello precedente, e ancora tutto da valutare.

30 Marzo 2010