Huawei: il business della banda larga farà aumentare le revenues 2010

RISULTATI FINANZIARI

In crescita nel 2009 utili e margine operativo, anche grazie al controllo dei costi e al cambio favorevole. Ma la struttura della proprietà resta un mistero

di Patrizia Licata
Il 2009 si chiude con risultati soddisfacenti per il fornitore cinese di attrezzature di telecomunicazioni Huawei Technologies: l’utile netto è più che raddoppiato grazie all’aumento delle vendite e al cambio favorevole e l’azienda è anche riuscita ad affermarsi al di fuori dei suoi tradizionali mercati (quelli emergenti), espandendosi nei Paesi sviluppati, per esempio in Nord America. I buoni risultati del 2009 si devono anche alle misure per il controllo dei costi e al miglioramento dei margini operativi.

Nel dettaglio, l’utile netto del 2009 è salito a 18,27 miliardi di yuan (2,68 miliardi di dollari) contro i 7,85 miliardi di yuan nel 2008. Il revenue ha avuto un incremento del 19%, da 125,22 miliardi di yuan a 149,06 miliardi (la crescita è rallentata rispetto al +33,5% del 2008 a causa della crisi economica, dice l’azienda). Senza indicare quale percentuale del guadagno sia generata sui mercati emergenti e quale sui mercati sviluppati, la Huawei sostiene di essere cresciuta su entrambi i fronti.

Naturalmente il grande vantaggio competitivo che la Huawei offre rispetto alle rivali è legato ai prezzi, ma anche sul piano della tecnologia la cinese sta chiudendo il gap. L’anno scorso la Huawei si è imposta al numero due della classifica mondiale dietro la Ericsson per market share, secondo dati Gartner, con una quota che sale dall’11,5% del 2008 all’14,2% del 2009.

L’analista della Gartner Sylvain Fabre fa notare tuttavia che il divario tra i prezzi offerti dalle cinesi, come Huawei ma anche la sua rivale Zte, rispetto alle aziende occidentali si sta restringendo sui mercati maturi. La Huawei stessa sottolinea che il vantaggio di costo offerto dalla compagnia è più sull’intero ciclo di vita dell’attrezzatura che sul prezzo di vendita iniziale.

Quanto alla qualità della tecnologia cinese, per Fabre ormai è simile a quella offerta dai concorrenti occidentali. La stessa norvegese Telenor, che a novembre ha scelto la Huawei per un contratto di sei anni per le attrezzature per una nuova rete wireless, ha dichiarato che la tecnologia e i servizi della società di Shenzen sono ormai in linea con quelli proposti dai vendor europei.

Alcuni aspetti della gestione della Huawei restano meno chiari. L’azienda ha detto che l’utile netto è salito anche grazie al fatto che lo yuan è rimasto stabile rispetto al dollaro (mentre nel 2008 il continuo apprezzamento della moneta cinese rispetto al biglietto verde e ad altre valute ha fatto perdere alla Huawei 776 milioni di dollari), ma non ha chiarito meglio, dicendo per esempio in quale valuta abbia venduto i suoi prodotti. Anche la struttura proprietaria della Huawai resta un mistero. L’azienda sostiene che la quota di maggioranza è in mano ai dipendenti, ma non rivela altro.

Qualcosa di più viene svelato sulle previsioni per il 2010: la Huawei si aspetta un aumento del revenue del 20%, grazie allo sviluppo del broadband e in particolare ai progressi nella banda larga mobile, come anticipato dal Chief executive Ren Zhengfei.

01 Aprile 2010