Novari: "Web mobile in abbonamento, volano della banda larga"

NOVARI (3 ITALIA)

L'Ad di 3 Italia: "Sul mercato dei servizi Internet in mobilità il 15% è rappresentato da carte prepagate, il 45% da abbonamenti". Nel 2010 il primo margine operativo col segno più

di Patrizia Licata
Se il 2009 è stato scandito dalla forte riduzione dei costi e dalla fine dei sussidi sui terminali, per 3 Italia il 2010 si annuncia come l’anno del primo margine operativo (ebit) con il segno positivo. E del boom di Internet mobile nel nostro Paese, il mercato su cui ha puntato fin dall’inizio. Ad affermarlo è l’Ad Vincenzo Novari, in un’intervista al Corriere della Sera: “L’anno scorso l’incremento del traffico dati è stato per noi del 180%, il che ha consentito di bilanciare ampiamente la contrazione del traffico voce”.

Il 2009 non è però stato un vero annus horribilis per la filiale italiana del gruppo Hutchinson Whampoa. “Ci è servito a ridefinire le strategie”, spiega Novari: “ridurre i costi e azzerare i sussidi ci ha permesso di recuperare 350 milioni di euro, dimezzando le perdite del 2008. Inoltre i ricavi organici sono cresciuti dell’1,5-2%, vale a dire 20 milioni di euro in più rispetto al 2008”.

Il futuro non può apparire più roseo per l’operatore anche alla luce dei dati di ComScore secondo cui l’Italia, fra i grandi Paesi europei, è quello con più smartphone in circolazione: circa 15 milioni, anche se altri Paesi crescono di più. Come accaduto con gli sms, gli italiani “sono subito corsi a comprare i telefonini, anche quelli di terza generazione”, commenta Novari. “Siamo partiti prima ed è per questo che poi il tasso di crescita tende a diminuire”. Ma il dato importante è che è di questi 15 milioni di utenti di smartphone, secondo Novari, circa 5 milioni usano Internet mobile. E quanti stanno con 3?

“Nel complesso, la nostra quota di mercato nelle telecomunicazioni mobili è di circa il 10%”, risponde Novari. “Sul mercato dei servizi Internet mobile le nostre stime ci collocano attorno al 30%. All’interno di questo mercato, solo il 15% è per noi rappresentato da carte prepagate, mentre il 45% è costituito da abbonamenti, che rappresentano il vero mercato della banda larga”. Insomma, secondo l’Ad, 3 Italia è grande “più o meno” come Tim o Vodafone.

Lo sviluppo dei prossimi mesi passerà anche per il “socialfonino” lanciato l’anno scorso e terminali a costi più abbordabili: “Pensiamo che gli smartphone con accesso a servizi di social networking non debbano essere riservati alle fasce di pubblico più abbienti ma alla portata di tutti”, spiega Novari. “Del resto, i principali produttori si stanno orientando a mettere in commercio smartphone a prezzi inferiori agli attuali. Noi quest’anno intendiamo uscire con prodotti di grandi marche sotto i 100 euro”.

01 Aprile 2010