Molti operatori mentono: il 45% in meno sui Mb promessi

CHE BROADBAND FA?

Secondo l'Osservatorio Banda Larga le prestazioni garantite dai diversi Isp non vengono sempre rispettate: a fronte di 4,1 Mb/s di download medio rilevato si passa dai 4,5 dell'operatore migliore a meno di 3 del sesto operatore

di Cristoforo Morandini Associated Partner Between
L’Osservatorio Banda Larga ha avviato un progetto di diffusione di strumenti software per la misurazione della qualità della banda larga presso gli utenti Internet residenziali, che è ormai a regime (oltre 20.000 utenti hanno già sperimentato l’applicazione) e consente per la prima volta in Italia di avere un quadro oggettivo delle reali prestazioni offerte dai servizi.

La nostra ambizione è creare una maggiore consapevolezza sul reale valore della banda larga oggi, e di quella ultralarga in prospettiva. Pensiamo che in attesa dei dati che verranno resi pubblici dall’Agcom nell’ambito del processo avviato con la Delibera 244/2008 le analisi possano fornire un’anticipazione di valore per indirizzare azioni di miglioramento. Sulla base delle misure raccolte nel mese di gennaio emerge un quadro chiaro dell’eterogeneità delle prestazioni garantite dai diversi Isp, a fronte di prezzi che tendono ad essere sempre più allineati.

A fronte di 4,1 Mbit/s di download medio rilevato, si passa dai 4,5 Mbit/s dell’operatore migliore a meno di 3 Mbit/s del sesto operatore, vale a dire una differenza di oltre il 45%. Riguardo al differenziale di prezzo, il benchmark evidenzia uno scarto attorno al 5%. Notevole la differenza di velocità di download nelle grandi aree metropolitane, dove il download medio risulta pari a 4,8 Mbit/s, contro i 3,2 Mbit/s delle aree rurali, ma siamo a 2,6 Mbit/s nei comuni con meno di 2.000 abitanti. In attesa della Ngn e dei finanziamenti per l’annullamento del digital divide godiamoci i 20 milioni di contributi per i giovani concittadini.

06 Aprile 2010