Asati appoggia Bernabè: "No ad amputazioni della rete"

TELECOM ITALIA

I piccoli azionisti di Telecom Italia: "L'azienda può giocare un ruolo fondamentale come player internazionale ed essere un punto di forza indispensabile per lo sviluppo del Paese"

di Enzo Lima
I piccoli azionisti Telecom di Telecom Italia scendono in campo a fianco dell'amministratore delegato, Franco Bernabè per difendere l'integrità dell'azienda contro "amputazioni" quali la separazione della rete. Asati annuncia che nel corso della prossima assemblea presenterà una "propria elaborazione strategica sul futuro e sullo sviluppo del Gruppo" e invita i vertici e gli altri azionisti ad un confronto.

L'Asati - si legge in una nota firmata dal suo Presidente, Franco Lombardi - "prendendo spunto da commenti giornalistici pubblicati da La Repubblica e dalla risposta- che si condivide - fornita dall'amministratore delegato, Bernabè, ancora una volta stigmatizza il ruolo negativo di quei 'suggeritori occulti' favorevoli prima alla fusione con Telefonica e ancora oggi insistenti sull'opportunità dello scorporo della rete proprietaria e ancora su chi sostiene che ormai Telecom Italia non è più un'Azienda internazionale, quando invece la realtà è che Telecom Italia ancora per le sue capacità di eccellenza nelle tecnologie e nella preparazione delle risorse umane può giocare un ruolo fondamentale come player internazionale e un punto di forza indispensabile per lo sviluppo del Paese".

La Asati ribadisce dunque "la necessità, da parte degli Organi Amministrativi, di una precisa presa di posizione e chiarimento, sugli scandali che hanno investito il Gruppo nel periodo 2001-2007, con emersione anche nel 2010 (vicenda Sparkle), non attribuibili certo ai Vertici attuali, e di intraprendere incisive azioni per recuperare le ingenti risorse economiche sopportate dai bilanci sociali a fronte di sanzioni amministrative, multe, costi indeducibili, risarcimenti già concessi e potenziali, ancora non emersi nella loro interezza comunque causati dalle condotte di coloro che, per rilevanti compiti istituzionali, hanno omesso i controlli di legge per come appare emergere nei vari procedimenti penali in corso a Milano e Roma"

01 Aprile 2010