Tlc: in fumo 40 miliardi all'anno a causa di errori tecnici

REVENUE LEAKAGE

Kpmg: i buchi nelle operations fanno "sparire" dall'1% al 10% delle revenue. I servizi prepagati sono l'area più vulnerabile

di Patrizia Licata
L’industria mondiale delle telecomunicazioni perde ben 40 miliardi di dollari ogni anno a causa del revenue leakage, secondo i nuovi dati pubblicati da Kpmg. Con il termine revenue leakage ci si riferisce a tutti gli eventi che, nel mondo delle Operations, a causa di “buchi” tecnici o di processo involontari, finiscono col condurre alla perdita di ricavi per servizi realmente erogati.

La soluzione per gli operatori telecom, avvertono gli analisti, passa per lo sviluppo di strumenti più efficaci di revenue assurance automatizzata, la diffusione della nozione di revenue assurance all’interno dell’azienda e la raccolta tempestiva di informazioni accurate per rimediare subito a un eventuale “buco”. "Il vero problema per gli operatori di tutto il mondo è disporre in modo rapido dei dati necessari”, afferma Sean Collins, presidente globale della divisione communications and media di Kpmg.

Il 54% degli operatori telecom intervistati (74 in 46 Paesi) ha dichiarato di perdere più dell’1% del revenue a causa del fenomeno del leakage. Per il 15% i buchi nel settore Operations causano una perdita di oltre il 3% sulle entrate, ma qualcuno ammette che il leakage incide anche per il 10%.

Fatturazioni errate, errori nel roaming, mancanza di scambio di informazioni tra uffici diversi che si occupano del billing sono tipiche aree di leakage. Trovare però dove si verifica la perdita di revenue è difficile perché a volte le aziende non riescono a reperire i dati necessari in modo accurato: il 40% circa delle telecom intervistate stima di essere in grado di identificare meno della metà delle aree di leakage; sui mercati in via di sviluppo le aziende riescono a scovare solo il 10% dei buchi che fanno sparire parte del guadagno. Non è facile nemmeno sanare il problema, una volta individuato: il 60% degli intervistati è riuscito a risolvere con successo meno della metà del leakage.

Il vero tallone d’Achille sono i servizi prepagati: la grande maggioranza degli operatori sentiti da Kpmg li ritiene “il flusso di entrate più vulnerabile al fenomeno del leakage”. "Gli account prepagati sono vulnerabili per la natura real-time della transazione”, spiega Clare Patterson, adviser di Kpmg Europe.

Le aziende britanniche sono le più efficienti nello scovare le aree di leakage e nel porvi rimedio, nota la Patterson: la metà dei buchi viene identificata e il tasso di recupero è del 75%. "Le telco britanniche sono fra le meno colpite nel mondo grazie alla maturità dei loro sistemi di revenue assurance, anche se il flusso costante di nuove tecnologie e prodotti come le applicazioni mobili e i modelli di business aperti è una continua sfida a tenere gli occhi aperti contro il revenue leakage”, avverte la Patterson.

08 Aprile 2010