Telefonia fissa, basta vincoli per Telecom Italia

AGCOM

Una delibera Agcom, sottoposta a consultazione pubblica, propone la rimozione gli obblighi imposti all'incumbent nel 2006. "L'Italia è giunta a un sufficiente grado di concorrenza"

di Federica Meta
Nelle chiamate da telefono fisso, sia per le famiglie che per gli uffici, l'Italia è giunta a un sufficiente grado di concorrenza, pertanto è possibile eliminare gli obblighi imposti in passato a Telecom Italia per limitarne il potere di mercato. A questa conclusione è arrivata l'Agcom che ha elaborato una delibera posta ora al vaglio dei soggetti interessati, tra cui anche operatori e associazioni dei consumatori, e che verrà emanata dopo la relativa consultazione pubblica.

Tra gli obblighi che l'Agcom intende rimuovere - anche se prevedendo un periodo di tempo transitorio di sei mesi a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, c'è quello di comunicare preventivamente le variazioni di prezzo all'Autorità stessa, perché questa essa possa controllarne la replicabilità  da parte degli operatori alternativi: l'obbligo, tuttavia, cade per le sole offerte di traffico telefonico, e non per quelle che comprendono anche il canone, per il quale rimane in vigore la comunicazione preventiva.
La delibera, sulla quale i concorrenti potranno dire la loro entro 30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prende le mosse dall'analisi dei mercati 3 e 5, che nel 2007 la Commissione europea ha eliminato dalla lista di quelli da regolamentare, grazie all'avanzare della concorrenza. Per poterli regolamentare ex ante, quindi, le Autorità dei vari Paesi devono dimostrare
che i criteri scelti dalla Commissione europea per misurarne la liberalizzazione non vengono soddisfatti.

Nella sua analisi,l'Agcom ha rilevato che, per quanto riguarda il primo criterio, ''lo sviluppo delle reti degli operatori alternativi e gli obblighi imposti nei mercati a monte riducono considerevolmente le barriere all'ingresso individuate''. Giudizio positivo anche sul secondo criterio: ''Anche qualora i mercati considerati fossero caratterizzati da forti ostacoli all'accesso dicarattere non transitorio - si legge nella delibera - vi sono altri fattori che caratterizzano tali mercati, quali l'andamento decrescente delle quote di mercato dell'incumbent e dei prezzi che indicano che i mercati in esame tendono verso una situazione di concorrenza effettiva''.
L'Autorità ritiene quindi che ''la struttura e le dinamiche riscontrate'', insieme alla regolamentazione dell'accesso, ''siano in grado di ridurre le barriere all'entrata nei mercati analizzati'', per questo i rimedi imposti a Telecom Italia nel 2006 possono essere rimossi.

Tra gli altri obblighi che cadranno, sempre dopo un periodo transitorio di sei mesi, c'è quello che vieta a Telecom di accorpare in modo indebito i servizi offerti: in sostanza l'ex monopolista potrà offrire sul mercato le chiamate in abbinamento al canone e a Internet, senza l'obbligo di venderli anche disgiunti. Il colosso telefonico potrà anche prevedere delle offerte mirate a determinati
clienti, per esempio di un operatore concorrente, pratica commerciale fino a oggi non possibile: resta comunque fermo il potere di vigilanza dell'Autorità su questo tema.

Per quanto riguarda l'obbligo relativo alla trasparenza e alla pubblicazione delle informazioni, è vero che con la delibera decade ma in realta' delibere successive e altre norme lo prevedono per tutte le compagnie, quindi anche per Telecom Italia. L'obbligo di selezione e preselezione del vettore, infine, ritorna nelle norme relative all'interconnessione.

08 Aprile 2010