La Fcc va avanti sul broadband: "Le sentenze non ci spaventano"

ACTION PLAN USA

La decisione della Corte del District of Columbia che nei giorni scorsi ha dato ragione a Comcast in merito all'utilizzo "libero" della propria rete non ferma i progetti della Commissione. "Internet deve diventare un servizio universale"

di Matteo Buffolo
La Fcc, la commissione federale statunitense sulle telecomunicazioni, non si è fatta intimorire dalla sentenza che all’inizio della settimana le ha dato torto sul caso Comcast e sulla net-neutrality ed è pronta ad andare avanti col proprio piano nazionale per la banda larga. “La decisione della Corte non cambia i nostri obiettivi e la nostra politica sulla banda larga, e tantomeno la nostra autorità e volontà di agire per raggiungerli”, ha tuonato il presidente Julius Genachowski, l’uomo messo da Obama a guidare lo sviluppo del nuovo internet Usa.

Dopo aver parlato di una semplice “invalida tecnica”, Genachowski ha illustrato quali saranno i primi passi che la Fcc intende compiere, già a partire dalla prossima seduta del 21 aprile: si tratta delle riforme necessarie per una penetrazione capillare di internet, che deve diventare un “servizio universale” e di un riesame della concorrenza sui set-top box, mentre, entro l’estate, dovrebbero essere scritte le regole per un’asta sullo spettro sottoutilizzato dagli operatori tv. Che, ovviamente, sono restii a cederne una parte, ma che potrebbero essere convinti dalla proposta della commissione, che punta ad incentivarli offrendosi di condividere con loro i proventi dell’asta.

Ma l’obiettivo più di lungo termine contenuto nella “broadband action agenda” presentata ieri è quello di fornire, entro il decennio, un accesso ad almeno 100 Mbps a 100 milioni di famiglie americane, lavorando su tutto il settore e promuovendo innovazione, investimenti, concorrenza e infrastruttura, in modo da avere una piattaforma che consenta una gestione ottimale dell’energia, dell’educazione e della sanità.

09 Aprile 2010