Dalla Ue un monito all'Italia: più Ict per uscire dalla crisi

INNOVAZIONE

Il presidente di DigitalEurope Cosgrave: "Il governo deve sfruttare le opportunità per creare un mercato più robusto e muoversi verso la ripresa economica"

di Federica Meta
L’Italia deve impegnarsi di più per raccogliere sfide e opportunità create dall’Ict. E’ questo l’appello emerso nel meeting organizzato da DigitalEurope (l’associazione che rappresenta l'industria del settore Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica di Consumo in Europa) al Parlamento europeo, alla fine dello scorso marzo.
Aprendo la discussione alla presenza di Sergio Cofferati, membro della Commissione Crisi finanziarie, e di Vittorio Prodi, membro della Commissione Envi (Ambiente, Salute pubblica e sicurezza alimentare), il presidente di DigitalEurope, Bridget Cosgrave, ha sottolineato che l’Ict può ricoprire un ruolo abilitante per l’economia italiana. “L’Italia ha un eccezionale mercato di telefonia mobile- ha sottolineato Cosgrave -. L’industria e italiana e il governo dovrebbero sfruttare le opportunità presentata dai consumatori per creare un mercato ancora più robusto e muoversi verso la ripresa economica”.

A fare da eco al presidente, il commissario all’industria e vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che ha ricordato che “una delle azioni strategiche di Eu2020 è la focalizzazione sull’agenda digitale e la diffusione delle linee Internet ad alta velocità”.
Il Commissario ha inoltre ricordato l’importanza di un mercato unico europeo considerato “strategico per la competizione delle imprese europee”.
“L’Ict può svolgere un ruolo importante nelle crescita economica – ha ribadito Tajani -. Ma questo è possibile solo se si utilizza manodopera altamente specializzata, all’interno di un mercato del lavoro moderno e dinamico”.

Cristiano Radelli, vice presidente di Anitec (Associazione nazionale delle industrie Informatica, Tlc ed elettronica di consumo) ha,a sua volta, ricordato la centralità nello sviluppo di nuove reti di Tlc. “Urge un piano concreto per la realizzazione di nuove infrastrutture – ha rimarcato Radaelli -. Particolare attenzione deve essere data alle reti di nuova generazione che darebbero un forte e solido impulso all’economia italiana tutta. É necessario, dunque, un ‘calendario’ che detti i tempi delle realizzazione e un contesto che permetta agli operatori di investire correttamente e ai produttori di servizi di elaborare nuove strategie industriali”.

All’evento hanno partecipato anche i rappresentanti dell’industria italiana di “eccellenza”. Tra questi Nicola Ciniero, Ad di Ibm Italia; Federico Rigoni, Ad di Nokia Siemens Networks Italia; Claudio Lamperti, Ad di Panasonic Italia; Clara Pelaez, Vice President Marketing, Strategy, Public & Economic Affairs di Ericsson South East Europe e Franco Micoli, responsabile Regulatory & Public Affairs - Italy & Central Mediterranean Countries di Alcatel-Lucent.

12 Aprile 2010