Bernabè: "Ci concentremo sui business più remunerativi"

TELECOM ITALIA PIANO INDUSTRIALE 2010-2012

Telecom Italia: raggiunti nel 2009 gli obiettivi di Ebitda e di riduzione del debito. Per il triennio 2010-2012 focus su Brasile e mercato domestico. Previsti investimenti per 9 miliardi di euro nella fibra. Fusione con Telefonica? "Non nel breve"

di Mila Fiordalisi
Ripresa dei ricavi, riduzione dei costi, dividendo in crescita a partire dall'anno prossimo, aumento del free cash flow. Questi i quattro perni su cui fa leva la strategia 2010-2012 di Telecom Italia. Strategia che permetterà all'azienda capitanata da Franco Bernabè di ridurre il debito a meno di 28 miliardi nel 2012.

"Proseguiamo lungo la strada indicata nel piano industriale 2009-2011 con l'obiettivo, per quest'anno - sottolinea l'Ad - di stabilizzare l'Ebitda di gruppo per il terzo anno consecutivo a 11,3 miliardi di euro grazie anche al contributo del Brasile che registra buoni progressi nel primo trimestre dell'anno".  Raggiunti nel 2009 gli obiettivi di Ebitda e di riduzione del debito "grazie ad un incisivo controllo dei costo e ad un continuo recupero dell'efficienza. Tali risultati confermano l'efficacia della strategia e ci consentono di remunerare i nostri azionisti con un monte dividendi di circa un miliardo di euro".

"Il 2009 è stato un anno di grandi sfide caratterizzato da una profonda crisi economica e, per quanto riguarda Telecom Italia, da importanti cambiamenti organizzativi e commerciali. Le azioni intraprese quest'anno dalla società ci permetteranno di affrontare le sfide future - puntualizza Bernabè - Continueremo a focalizzarci sul controllo dei costi operativi e degli investimenti che si concentreranno sui settori di business più remunerativi. Questo approccio selettivo ci consentirà di incrementare la generazione di cassa, che resta il nostro obiettivo prioritario insieme alla riduzione del debito".

Il cash flow della gestione operativa del 2009 ammonta a 6.298 milioni di euro, migliorato di 662 milioni del 2008. L'indebitamento finanziario netto è pari a 34.747 milioni di euro, in aumento di 708 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2008 (34.039 milioni di euro). Rispetto al 30 settembre 2009 (35.506 milioni di euro) l'indebitamento si riduce di 759 milioni di euro.
L'indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 33.949 milioni di euro, in riduzione di 577 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2008 (34.526 milioni di euro). Il margine di liquidita è di 7.347 milioni di euro (5.581 milioni di euro al 31 dicembre 2008).

Il piano industriale al 2012 accentra il business sul mercato domestico e sul Brasile. Il target di operating free cash flow sul fatturato è stimato al 26% "tra i più elevati fra le società europee",puntualizza Bernabè. Confermata la riduzione del debito entro il prossimo anno per 5 miliardi di euro come da piano presentato a fine 2008.  Non si eslcude la cessione di asset nel lungo termine "in modo da raggiungere l'obiettivo fissato nel piano industriale, dove si prevedono dismissioni di attività per un totale di 2-3 miliardi di euro", sottolinea Bernabè puntualizzando che l'operazione Argentina dovrebbe chiudersi presto "nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato".

La riduzione dei costi impatterà inevitabilmente sulla forza lavoro. Telecom ha già ridotto il personale del 10% in due anni "e ci saranno ulteriori riduzioni", annuncia l'Ad senza specificare l'entità della manovra. "Lo facciamo per essere competitivi: vogliamo essere sempre più snelli per trasferire questa efficienza a tutti i nostri stakeholder".

In merito al dividendo "la progressiva riduzione del debito ci darà la flessibilità di proporre un aumento a partire dall'anno prossimo" quando la posizione finanziaria netta adjusted del gruppo si attesterà a 29,5 miliardi di euro e dovrebbe essere inferiore ai 28 miliardi nel 2012.

Tagli sui costi ma anche investimenti: il piano industriale 2010-2012 prevede investimenti per circa 12 miliardi (nel trennio) di cui 9 in Italia per lo sviluppo della fibra, per dare impulso all'innovazione e migliorare le performance della rete radio.

Trascurabile l'impatto del caso Sparkle: "Abbiamo volontà, energia e deteminazione per uscire dalla situazione sapendo che tutto ciò che è successo non succederà più in futuro'", sottolinea il presidente Gabriele Galateri di Genola. E Bernabè aggiunge che gli accantonamenti previsti impattano sul conto economico 2009 per 10 milioni di euro. L'accantonamento complessivo al fondo rischi ammonta a fine 2009 a 507 milioni di euro (di cui 10 milioni di euro nel 2009) "ed è destinato a fronteggiare rischi e oneri di carattere fiscale e legale", si legge nella nota emessa dalla società. "Telecom Italia ritiene che alcune operazioni degli anni 2005, 2006 e 2007 presentassero diverse anomalie, così come definite dallo Ias 8, tali da far concludere oggi di dover procedere al restatement dei dati di bilancio degli esercizi in questione". In dettaglio i valori rettificati vedono l'utile nel 2005 a 3,127 miliardi, nel 2006 a 2,7 miliardi, nel 2007 a 2,35 miliardi e nel 2008 a 2,177 miliardi.

"Il rapporto con i soci spagnoli di Telefonica per Telecom Italia è importantissimo - puntualizza Galateri di Genola -Sono state sviluppate tutte le possibili sinergie: sono confermati gli obiettivi di 1,3 miliardi di risparmi per il periodo 2008-2010. Tra italiani e spagnoli, ha aggiunto, ci sono già accordi per proseguire su questa strada, arrivando al 2012 con ulteriori benefici". Ma sull'ipotesi di fusione fra le due aziende l'Ad Bernabè sottolinea che "non è prevista nel breve periodo, nel lungo non si sa".

RISULTATI 2009

RICAVI: 27.163 MILIONI DI EURO, -6,3% RISPETTO A FINE 2008; -5,6% VARIAZIONE ORGANICA

EBITDA: 11.115 MILIONI DI EURO, +0,2% RISPETTO A FINE 2008;

EBITDA ORGANICO: 11.327 MILIONI DI EURO, -0,5% RISPETTO AL 2008;

EBITDA MARGIN ORGANICO: 41,7%, +2,2 pp RISPETTO AL 2008;

UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE: 3.339 MILIONI DI EURO, IN AUMENTO DEL 15,4% RISPETTO AL 2008

UTILE NETTO: 1.581 MILIONI DI EURO IN RIDUZIONE DI 596 MILIONI DI EURO RISPETTO AL 31 DICEMBRE 2008 PRINCIPALMENTE PER EFFETTO DELLA SVALUTAZIONE DELL’AVVIAMENTO ATTRIBUITO AD HANSENET, DELLE MAGGIORI IMPOSTE DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO E PER IL VENIRE MENO DI ALCUNI BENEFICI FISCALI

FREE CASH FLOW OPERATIVO: 6.298 MILIONI DI EURO (+662 MILIONI DI EURO RISPETTO AL 2008) PARI AL 23,2%DEI RICAVI, IN AUMENTO DI 3,8pp RISPETTO AL 2008

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO RETTIFICATO: 33.949 MILIONI DI EURO IN RIDUZIONE DI 577 MILIONI DI EURO (34.526 MILIONI DI EURO A FINE 2008); IN DIMINUZIONE DI 1.144 MILIONI DI EURO NELL’ULTIMO TRIMESTRE (35.093 MILIONI DI EURO AL 30 SETTEMBRE 2009). NEL 2009 PAGATE IMPOSTE PER 2.301 MILIONI DI EURO (633 MILIONI DI EURO NEL 2008)

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO PARI A 34.747 MILIONI DI EURO (34.039 MILIONI DI EURO A FINE 2008)

REALIZZATI INVESTIMENTI PER CIRCA 4,5 MILIARDI DI EURO NEL 2009, DI CUI CIRCA 3,5 MILIARDI NEL MERCATO DOMESTICO PER IL RAFFORZAMENTO DELLE PIATTAFORME DI RETE E INFORMATICHE, ANTICIPANDO E SODDISFACENDO COSÌ LE ESIGENZE DELLA CLIENTELA

PROPOSTA DISTRIBUZIONE DIVIDENDO IN RAGIONE DI 5 EURO CENT PER LE AZIONI ORDINARIE E DI 6,1 EURO CENT PER LE AZIONI DI RISPARMIO, PARI AD UN PAY OUT RATIO DEL 74%


ORIENTAMENTI STRATEGICI E OBIETTIVI PER IL TRIENNIO 2010-2012:

RAFFORZAMENTO DELLA GENERAZIONE DI CASSA: OPERATING FREE CASH FLOW DI 21MILIARDI DI EURO NEL TRIENNIO; INCIDENZA SUI RICAVI DEL 26% NEL 2012

CONFERMATA LA RIDUZIONE DEL DEBITO DI 5 MILIARDI DI EURO NEL PERIODO 2008 - 2011; TARGET DEL DEBITO AL 2012 INFERIORE A 28 MILIARDI DI EURO

ESTESO E INCREMENTATO IL PIANO DI EFFICIENZE 2009-2012 SUI CASH COST PARI A 2,7 MILIARDI DI EURO (VS 2 MILIARDI NEL PRECEDENTE PIANO 2009-2011) DI CUI 900 MILIONI GIÀ REALIZZATI NEL 2009 E CIRCA 1 MILIARDO ATTESO NEL 2010

SOSTANZIALMENTE COMPLETATO IL PIANO DI RIDUZIONE DEGLI ORGANICI PREVISTO PER FINE 2010

PREVISTI INVESTIMENTI PER CIRCA 12 MILIARDI DI EURO NEI TRE ANNI, DI CUI CIRCA 9 MILIARDI DI EURO IN ITALIA PER LO SVILUPPO COMPETITIVO DELLA FIBRA, IL FORTE IMPULSO ALL’INNOVAZIONE E IL MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE DELLA RETE RADIO


LE REAZIONI
I piccoli azionisti rappresentati da Asati pur lodando la gestione efficace nella riduzione dei costi dicono no a ulteriori riduzioni del personale. L'associazione invita i vertici "i a valutare le opportune azioni di ristrutturazione organizzativa volte a ricondurre all`interno del perimetro aziendale le attività e le consulenze affidate all`esterno per decisioni delle gestioni precedenti, penalizzando fortemente le risorse interne". Asati ribadisce ancora la "non opportunità di ulteriori dismissioni di assets, ed in particolare la partecipazione in Telecom Argentina non dovrebbe essere ceduta "forzatamente" a valori inferiori al reale valore di 1 mld dollari. Anche per non replicare il precedente della vendita di Hansenet, che ha comportato un impatto negativo sul risultato netto del 2009, senza apprezzabili benefici sull`indebitamento". Particolarmente incisiva dovrà essere "l'azione volta a far luce sugli scandali che (al di là del caso Sparkle che ha costretto gli Amministratori e la stessa società di revisione a riconoscere "errori" nei bilanci 2005-2006-2007) vedono coinvolta Telecom Italia ed i suoi rappresentanti sia riguardo allo spionaggio illegale nel periodo 2001-2005, sia riguardo alle contestazioni di presunte frodi fiscali nel periodo 2003-2006".

Critica la Slc-Cgil: "Il piano industriale conferma due scelte sbagliate: si continuano a staccare dividendi per gli azionisti e non si affrontano i nodi veri, come ad esempio la creazione delle reti di nuova generazione (Ngn), scaricando sui lavoratori il problemi del management", sottolinea il segretario nazionale Alessandro Genovesi. "Serve un piano straordinario di finanziamenti pubblici per fare la rete di nuova generazione. Proponiamo che lo Stato destini quattro miliardi invece che per la costruzione del Ponte di Messina, per la creazione di un consorzio pubblico- privato che punti alla realizzazione delle Ngn. Dal canto loro gli operatori, Telecom in testa, dovrebbero mettere altri 3-4 miliardi per cablare in fibra ottica almeno i capoluoghi di provincia, garantendo una velocità di collegamento da 100 megabit al secondo in su. E' l'unica strada per rilanciare il settore e creare fino a 40mila posti di lavoro. Altrimenti per le societa' di telecomunicazioni e di informatica l'unica possibilità, in assenza di investimenti, sarà di tagliare posti di lavoro".



13 Aprile 2010